Vomero, il consigliere municipale: “Ci siamo tagliati le p…e sul regolamento, ora c’è chi prende meno di altri”

"Vorrei fare una indagine sull'omogeneità dei compensi dei consiglieri. Secondo me, si sta attuando una sperequazione che non è a norma regolamentare. Credo che tra di noi ci siano delle diversificazioni nel compenso. Dopo aver rifatto il regolamento che ha portato quantità e qualità, dopo esserci probabilmente fatti un intervento all'emiscroto destro, che significa in italiano – fuori verbale – di esserci tagliati le p…e, vorrei capire perché qualcuno continua a parlare ancora di qualità delle commissioni".
Sono le parole pronunciate durante la riunione online della V commissione della Municipalità Vomero-Arenella venerdì scorso dal consigliere Eugenio Gragnano, del gruppo Pd. L'esponente democrat usa un linguaggio colorito – ormai sdoganato nell'era della politica pop – tra le espressioni stupite dei colleghi, per evidenziare un problema: quello, a suo giudizio, della sperequazione dei compensi tra i vari consiglieri municipali seguita alla riforma delle Municipalità. Il caso è quello dei presidenti di commissione che in alcuni casi convocherebbero più riunioni, in altri meno. Siccome i consiglieri sono pagati con gettone di presenza, questo si rifletterebbe anche sugli emolumenti, andando a creare disparità di trattamento tra gli uni e gli altri. "C'è qualche consigliere che fa 25 commissioni – precisa Gragnano – e qualcun altro che ne fa 15".
Il consigliere usa termini pittoreschi, precisando di parlare fuori verbale – ma i video delle commissioni online sono registrati ed allegati agli atti dei verbali – per evidenziare però un tema politico: quello della riforma delle Municipalità. Lo fa in un luogo istituzionale: la V commissione Lavori Pubblici, Patrimonio e Bilancio. Basta poco per rinfocolare la polemica sui compensi nei parlamentini cittadini.
La riforma delle Municipalità fatta dal Comune di Napoli è arrivata dopo un'inchiesta della Corte dei Conti sui costi della politica. Le critiche di Gragnano non riguardano il nuovo regolamento, che anzi, avrebbe dato "quantità e qualità" alle commissioni, secondo il consigliere, ma le polemiche che ancora continuano sui compensi e le differenze di guadagni che si sarebbe determinata tra i vari consiglieri. Per questo motivo, l'esponente Pd ha chiesto di discutere il tema in conferenza dei capigruppo o in commissione Trasparenza.
La denuncia del consigliere: "Ci sono sperequazioni nei compensi"
L'argomento compensi spunta al termine della seduta della commissione, al momento di discutere l'ultimo punto all'ordine del giorno "varie ed eventuali". Il consigliere prende la parola e denuncia senza mezzi termini quanto starebbe accadendo sui compensi dei consiglieri municipali, ossia una presunta sperequazione tra alcuni consiglieri che guadagnerebbero di più rispetto ad altri. "Le varie ed eventuali – premette – per me sono diventate un momento di azione politica". "Io vorrei fare una indagine sui compensi dei consiglieri. Ho saputo che qualche consigliere si è lamentato della qualità di alcune commissioni e quindi della congruità del compenso in denaro. Come dire: siccome non si parla o si parla poco, quella commissione è inutile. Credo che tra noi ci siano delle diversificazioni nel compenso e qualcuno dà il suo benestare a questa cosa. Dopo il regolamento che è stato fatto, qualche presidente non convoca, non so perché. Io che faccio una commissione che non viene mai convocata non ho compensi. Uno che fa più commissioni perché sono convocate, alla fine prende qualcosa… Ma io sono consigliere come lo è un altro".
L'inchiesta della Corte dei Conti sulle spese nelle Municipalità
Il tema dei compensi nelle Municipalità di Napoli è ancora caldo. Dopo l'inchiesta della Corte dei Conti su gettoni di presenza e rimborsi dai datori di lavoro, infatti, i parlamentini hanno dato una stretta alle commissioni, nell'ottica del contenimento dei costi. Consigli e giunte delle 10 Municipalità nel 2024 sono costati al Comune di Napoli oltre 7 milioni di euro. Più del doppio di quanto costavano nel 2019, 5 anni prima: 3,3 milioni. Costi lievitati a seguito di una riforma istituzionale che in tutt'Italia ha aumentato gli stipendi dei sindaci e, a cascata, quelli di tutti gli altri politici locali, che sono calcolati sulle indennità dei primi.
I presidenti guadagnano circa 65mila euro lordi all'anno (comprensivi di Irap), per un netto di circa 4.230 euro al mese. Gli assessori circa 44mila euro lordi all'anno, per una indennità di 3mila euro al mese circa. I consiglieri, invece, a differenza di presidenti e assessori municipali, non avendo una indennità percepiscono un gettone di presenza in base alla partecipazione a commissioni e consigli municipali (fino ad un massimo di 28 gettoni al mese), da circa 35 euro l'uno, per un totale di 960 euro mensili. Dopo il Covid, peraltro, molte commissioni si svolgono solo online e a distanza. Su queste spese si sono accesi i riflettori della Procura contabile che ha voluto approfondire sia le tematiche trattate che l'effettiva produttività di questi organismi istituzionali. I magistrati contabili, insomma, vogliono capire se le commissioni municipali siano veramente utili alla collettività, scongiurando il rischio che tante convocazioni al mese possano servire solo a massimizzare i gettoni per i consiglieri.
Il Comune di Napoli ha provato a fare una riforma delle Municipalità, riuscendoci solo a metà. Il 30 dicembre scorso è stata approvata la prima parte della delibera 450, quella che modificava il regolamento del Comune di Napoli. Questa approvazione ha portato ad una prima sforbiciata sui gettoni dei consiglieri, che sono scesi da 28 a 22 al mese. La seconda parte, quella per la riduzione dei consiglieri da 30 a 24 e degli assessori da 4 a 2, è stata invece bocciata dall'assise di via Verdi nella seduta del 22 gennaio scorso.