Video contro la riforma sulla caccia, valanga di insulti sessisti contro Fiorella Zabatta, assessora regionale dei Verdi

Un video per dire no alla riforma della legge nazionale sulla caccia. Poi, sotto al post, la valanga: insulti sessisti, commenti misogini, attacchi che non hanno più nulla a che fare con la politica. Nel mirino c'è Fiorella Zabatta, assessora regionale dell'Alleanza Verdi e Sinistra in Campania e co-portavoce nazionale di Europa Verde. È lei la destinataria di quella che la sua stessa coalizione definisce «un'inaccettabile campagna di odio». Il caso esplode e nel giro di poche ore diventa politico, con prese di posizione che attraversano tutto l'arco consiliare campano.
Unica ad aver votato no in giunta Fico sul calendario venatorio
Premessa: Zabatta, come tutti i Verdi ha una posizione molto netta sulla caccia: è contraria. Nella giunta regionale di Roberto Fico finora tutte le delibere sono state votate all'unanimità tranne quella sul calendario venatorio, visto che l'assessora ha votato contro. La delibera è passata a maggioranza, ma Zabatta ha motivato nella seduta di giunta le ragioni che l'hanno spinta a dire no.
Il video sulla riforma caccia e l'ondata di insulti
Sul fronte nazionale, invece, tutto parte da un intervento pubblico dell'esponente verde contro la proposta di riforma della normativa venatoria. Una posizione netta, in linea con la storia ambientalista della forza politica fondata da Alexander Langer. Ma i commenti comparsi sotto il post, spiega la nota della Regione Campania, «rappresentano un esempio di violenza verbale che travalica ogni limite del legittimo dissenso. Insulti sessisti, misogini e discriminatori che non colpiscono un'opinione politica, ma la persona».
Le reazioni di solidarietà per Zabatta
Il presidente della Regione Campania e l'intera giunta regionale firmano una nota congiunta in cui annunciano che «siano valutate tutte le iniziative ritenute opportune a tutela della sua persona e della sua dignità». Un passaggio che apre alla possibilità di azioni legali. Dal Movimento 5 Stelle intervengono in cinque: i consiglieri regionali Raffaele Aveta, Salvatore Flocco, Gennaro Saiello, Luca Trapanese ed Elena Vignati. «Il confronto politico, anche sui temi più divisivi, deve sempre restare dentro i confini del rispetto», scrivono, sottolineando che il sessismo «colpisce soprattutto le donne impegnate nelle istituzioni e nella vita pubblica».
Solidarietà anche dal gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, secondo cui «nessuna opinione possa mai giustificare insulti, minacce o manifestazioni di intollerabile sessismo», in particolare Loredana Raia, presidente della commissione Sanità: «Ancora una volta a essere bersaglio di un linguaggio d'odio è una donna impegnata nelle istituzioni».
Da Casa Riformista – Noi di Centro, il gruppo guidato da Enzo Alaia e composto da Ciro Buonajuto, Pietro Smarrazzo, Pellegrino Mastella e Giuseppe Barra: «Siamo di fronte a insulti misogini che non contestano una linea politica, ma colpiscono vilmente la persona».
A livello nazionale prende posizione Angelo Bonelli, parlamentare Avs e co-portavoce di Europa Verde: «Esprimo piena solidarietà a Fiorella, bersaglio di una vergognosa campagna di insulti per aver difeso la natura e gli animali». E aggiunge: «Da tempo assistiamo a un clima sempre più pesante contro ambientalisti e amministratori impegnati nella difesa dell'ambiente». Il deputato Verde Francesco Emilio Borrelli, i consiglieri regionali in Campania Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano, i co-portavoce regionali Europa Verde-Verdi Maria Francesca Imbaldi e Davide Secone, il segretario regionale Sinistra Italiana Tonino Scala, il co-portavoce provinciale Europa Verde-Verdi Agostino Galiero, e il segretario provinciale Sinista Italiana Stefano Ioffredo: «Quanto accaduto – scrivono – rappresenta l'ennesimo episodio di un clima di odio e violenza verbale che troppo spesso colpisce chi sceglie di esporsi nel dibattito pubblico e, in particolare, le donne impegnate nelle istituzioni e nella politica. Il dissenso e il confronto, anche quando riguardano temi divisivi, sono il cuore della democrazia».