Soresa, la Regione Campania ordina: stop assunzioni e meno spese per gli immobili. Anche qui c’è il nodo CdA

Soresa è uno dei fascicoli in bella vista sulla scrivania del presidente della Regione Campania Roberto Fico, nel doppio ruolo di governatore e assessore con delega alla Sanità. La Società regionale sanità, che fa da centrale acquisti nel comparto sanitario ma si occupa anche di servizi digitali per i cittadini tramite l'ecosistema Sinfonia Salute è una di quelle aziende su cui ci si attende il cambio dei vertici e la cura dimagrante annunciata da Fico con il piano del febbraio scorso che prevede di abolire il CdA in luogo di amministratori unici. Accadrà a Soresa ciò che Fico vuol fare nei trasporti ad Eav, ovvero la nomina di un amministratore unico?
Di certo c'è che oggi alle ore 10 al G3 del Centro direzionale l'azienda regionale si riunisce per approvare i suoi conti. E lì si potrebbe già capire qualcosa: a capo di Soresa l'allora governatore Vincenzo De Luca volle un suo fedelissimo, Tommaso Casillo (no, non è parente dell'attuale vicepresidente della Regione). Nel board altri due politici Dem: il deluchiano Tommaso Amabile e Assunta Tartaglione. Toccare quel CdA è una operazione a cuore aperto.
Sicuramente alla nuova giunta non sono piaciuti i conti di Soresa, tant'è che ha annotato cinque prescrizioni che suonano come un richiamo. È tutto nero su bianco, nella delibera 294 del 18 giugno scorso che ha approvato il Piano pluriennale delle attività 2026-2028 di Soresa.
La prescrizione più pesante riguarda il personale. Il Piano poggiava una delle sue architravi sulla crescita dell'organico: dalle 175 unità di fine 2025 alle 260 previste per il 2028, con 55 nuove assunzioni già nel 2026. La giunta ha invece imposto di «rinviare ogni decisione in merito alle assunzioni di personale a successivi, futuri provvedimenti regionali». È richiesto a Eav di di ridurre i costi delle locazioni e di rinviare ogni acquisizione di nuovi spazi al Piano successivo.
I costi che raddoppiano
La Regione prescrive un «monitoraggio costante dell'andamento economico finanziario» e una «tendenziale riduzione percentuale delle spese accessorie per il personale, per le consulenze o similari e per il godimento dei beni di terzi». La motivazione è il venir meno dei benefici della "decontribuzione sud", che farà lievitare i costi contributivi. La stessa Soresa ammette che la sua stima di crescita dei costi del 5 per cento annuo è formulata «secondo criteri di prudenza».
A questo si aggiungono 4 milioni di euro nel budget 2026 per servizi legati ai sistemi informativi sinfonia e al datacenter regionale, definiti dalla stessa società «non noti» negli esercizi precedenti e per i quali la Direzione Salute «non ha comunicato la specifica copertura finanziaria». Un costo significativo rimasto, sul piano della copertura, in una zona grigia.