“Trovo inaccettabile che ci siano medici e infermieri che non si vaccinano in una pandemia di questo livello. È come se in una guerra il soldato si tirasse indietro. Sono disertori, perché mettono a rischio ciò che facciamo tutti”. È il giudizio del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che oggi è intervenuto ai microfoni di Tagadà, su La7, commentando la norma che dovrebbe essere contenuta nel prossimo decreto che prevede l'obbligo di vaccinazione per tutto il personale della sanità e sanzioni per chi rifiuta il vaccino. All’Asl Napoli 1 Centro, intanto, sono 65 invece i medici che hanno “disertato” la campagna vaccinale, rifiutando di fare con le somministrazioni dei vaccini anti-Covid19 ai propri pazienti o addirittura rifiutando di prenotarli sulla piattaforma e sono stati deferiti alla commissione di tutela della salute della Regione Campania.

De Magistris: “Io mi vaccinerò”

“Io andrò a fare il vaccino – ha spiegato De Magistris – perché credo sia un dovere innanzitutto per la tutela della salute degli altri e poi per la mia salute e credo che questo dovrebbe essere l'esempio di tutti gli italiani a iniziare da medici e infermieri”. L’ex pm non ha poi risparmiato le critiche al governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha blindato la regione con una nuova ordinanza per i giorni di Pasqua e Pasquetta: “Non condivido il provvedimento – ha detto l’ex pm – De Luca ha fatto troppi errori. Lui chiude tutto. Non capisco perché se si ha una seconda casa in un bosco o sul mare non ci si può andare con la propria famiglia. C'è un eccesso”.

Mentre sulla possibilità dell’obbligo di riaprire le scuole in presenza anche in zona rossa almeno fino alla prima media, che potrebbe essere prevista dal prossimo decreto del Governo, De Magistris aggiunge: “Finalmente il Governo si sta rendendo conto che ci sono alcuni diritti fondamentali come quello alla salute e all'istruzione che dovrebbero avere uniformità nazionale. Fino ad ora abbiamo assistito a schizofrenia, contraddizioni, dialettica tra Stato e Regioni le cui vittime sono stati i cittadini e in particolare i bambini per quanto riguarda la scuola. Ai tempi della Dad soprattutto nei quartieri più periferici e nelle famiglie con più bambini c'è una dispersione scolastica altissima ma questo sembra che non importi a nessuno né al Governo né a De Luca. Sembra un tema secondario ma poi ne pagheremo le conseguenze”.