Truffa del finto carabiniere: prova a farsi consegnare i gioielli da una 83enne, ma viene arrestato da quelli veri
Da Ponticelli, periferia orientale di Napoli, fino a Sorrento per tentare la truffa del finto carabiniere: ma non ha attecchito, e alla fine per lui sono scattate le manette. L'uomo è ai domiciliari in attesa di giudizio: deve rispondere di tentata truffa. Fondamentale l'intervento della figlia della vittima, una 83enne sorrentina a cui il truffatore aveva fatto credere che pendesse su di lui un'accusa di complicità in una rapina.
La povera donna, infatti, era stata contatta a telefono da un finto maresciallo che le diceva che alcuni ladri arrestati per una rapina in gioielleria avrebbero fatto il suo nome come "complice". La donna, spaventata, ci aveva inizialmente creduto. Il finto maresciallo ha così rincarato la dose: "Signora, mi deve giurare che lei è in casa da sola, si ricordi che lei è sotto giuramento, mi ripeta "lo giuro", mi dica la verità". Un modo per assicurarsi che la donna fosse appunto sola in casa: cinque minuti dopo sarebbe poi arrivato un collega al quale consegnare i gioielli per "verificare" che non fossero quelli trafugati nella rapina (che ovviamente non c'era mai stata).
Ma per fortuna, la donna si rivolge alla figlia, che capisce subito cosa sta accadendo e chiama i carabinieri, quelli veri, della Stazione di Piano di Sorrento. I militari dell'Arma arrivano con la vittima ancora a telefono con il finto maresciallo, e attendono l'arrivo del truffatore. Poco dopo, il 34enne si presenta alla porta, ma fa in tempo solo a bussare il campanello e si ritrova in manette: la truffa è fallita, dunque, e l'uomo è ora ai domiciliari. Tanta paura per la vittima, ma fortunatamente nessun danno economico o morale.
"Così funzionano le truffe dei finti carabinieri"
A Fanpage.it, il Maresciallo Capo della Stazione dei Carabinieri di Napoli-Chiaia Francesco Capuano ha spiegato in una lunga intervista come avvengono questo tipo di truffe, ormai diffusissime. E soprattutto, ha ricordato che i carabinieri (così come tutte le altre forze dell'ordine) "non si presenteranno mai a casa vostra a chiedere soldi o gioielli". Pertanto, se qualcuno arrivasse alla porta di cosa con storie come "suo figlio è stato arrestato", "sua figlia è a processo" e via dicendo, "anche se mostra un tesserino, il consiglio è di chiamare il 112 dal proprio telefono cellulare". Se anche, infatti, si trattasse di un vero carabiniere (che comunque non chiederà MAI soldi o gioielli, o qualunque altra cosa) "la richiesta di intervento non verrà interpretata come una mancanza di rispetto, ma come una legittima precauzione". L'intervista completa è disponibile qui.
