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Trent’anni invece dell’ergastolo per i killer di Luigi Mignano, ucciso davanti al nipotino a Napoli

La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha comminato uno sconto di pena per i quattro uomini accusati dell’omicidio di Luigi Mignano, ucciso a San Giovanni a Teduccio il 9 aprile del 2019.
Il corpo di Luigi Mignano e. accanto, lo zaino del nipotino
Il corpo di Luigi Mignano e. accanto, lo zaino del nipotino

Arriva uno sconto di pena per i killer di Luigi Mignano, 57 anni, ucciso a colpi di pistola il 9 aprile del 2019 a San Giovanni a Teduccio, periferia Est di Napoli, davanti alla scuola nella quale aveva appena accompagnato il nipotino; nell'agguato rimase ferito il figlio della vittima, Pasquale Mignano, 32enne all'epoca dei fatti. La III Sezione Penale della Corte d'Assise d'Appello di Napoli ha dunque comminato una riduzione di pena per le 4 persone accusate dell'omicidio: Pasquale Ariosto, Ciro Rosario Terracciano, Umberto Luongo e Giovanni Salomone sono dunque stati condannati a 30 anni di reclusione invece che all'ergastolo, che era stato comminato in primo grado. La Procura Generale, che aveva chiesto la conferma del carcere a vita, potrà ora presentare eventuale ricorso in Cassazione.

I killer spararono all'auto sulla quale c'era anche il nipotino di Mignano

L'omicidio di Luigi Mignano si è consumato, come detto, il 9 aprile del 2019. Quella mattina, il 57enne, insieme al figlio, stava accompagnando il nipotino di 3 anni a scuola, all'istituto Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia Est di Napoli, quando il commando affiancò l'auto del 57enne e sparò, nonostante la presenza del bimbo nell'abitacolo; la foto del corpo di Mignano coperto da un telo e lo zainetto del nipotino accanto è diventata il simbolo dell'omicidio. I proiettili ferirono anche Pasquale Mignano, figlio della vittima, che venne colpito alle gambe in maniera non grave. Secondo gli inquirenti, Luigi Mignano era vicino al clan Rinaldi, mentre il figlio non aveva precedenti penali.

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