Ticket arretrati Asl Napoli 1: quando bisogna pagare davvero
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Una lettera dell'Agenzia delle Entrate che chiede il pagamento di un ticket sanitario per una prestazione di molti anni fa. In queste settimane a Napoli la stanno ricevendo migliaia di cittadini, come documentato da Fanpage quasi un mese fa. Dietro c'è l'Asl Napoli 1 Centro, che ha avviato il recupero delle somme non riscosse negli anni passati attraverso la convenzione con Agenzia delle Entrate-Riscossione, rinnovata con la delibera n. 1058 del 24 maggio 2024. Le richieste riguardano due casi diversi: gli accessi al pronto soccorso in codice bianco e le visite o gli esami prenotati e mai disdetti. Per capire se l'avviso è dovuto, o se invece c'è un errore da contestare, bisogna prima di tutto stabilire a quale dei due casi si riferisce.
Ticket codice bianco: perché arriva l'avviso
Una legge nazionale del 2006, la legge 296 (finanziaria 2007), prevede il pagamento di una quota fissa per gli accessi al pronto soccorso classificati come codice bianco e non seguiti da ricovero. In Campania la regola è stata applicata con il decreto commissariale 52 del 2010, e la quota oggi è di 25 euro. Chi all'epoca è uscito dal pronto soccorso senza pagare può ricevere adesso la richiesta. Il codice bianco indica le situazioni di non urgenza, ed è l'unico per cui si paga: rosso, arancione e verde sono gratuiti.
Il primo controllo va fatto sul verbale di pronto soccorso, se lo si conserva. Il ticket non è dovuto se il codice attribuito non era bianco o se all'accesso è seguito un ricovero. Il decreto regionale prevede poi alcune esenzioni: non pagano i minori di 14 anni né chi è arrivato in pronto soccorso per traumi o avvelenamenti acuti. Sono esenti anche gli esenti per reddito e i malati cronici con Isee fino a 22mila euro, questi ultimi solo per le prestazioni legate alla propria patologia. C'è infine il caso più semplice: chi il ticket lo ha già pagato all'epoca e ha conservato la ricevuta può dimostrarlo.
Come contestare l'avviso per codice bianco
L'Asl Napoli 1 Centro ha pubblicato sul proprio sito una pagina dedicata, «Avviso di pagamento per Codici Bianchi ed eventuali ricorsi». Chi ha ricevuto l'avviso bonario e ritiene di non dover pagare può presentare entro 30 giorni un'istanza di revisione, usando il modello che l'Asl mette a disposizione. All'istanza conviene allegare tutto ciò che prova le proprie ragioni: il verbale di pronto soccorso, la documentazione dell'esenzione valida alla data dell'accesso, l'eventuale ricevuta di pagamento.
Il secondo tipo di avviso riguarda le visite specialistiche e gli esami prenotati con il servizio sanitario a cui il paziente non si è presentato senza disdire. La regola non è nuova. Il decreto legislativo 124 del 1998 prevede che chi non si presenta e non disdice paghi il ticket della prestazione, e nella sua formulazione originaria riguarda solo chi non è esente. La stessa Asl Napoli 1, nelle risposte alle domande frequenti pubblicate sul proprio sito, spiega che chi non disdice deve pagare il ticket previsto «sempre che non si sia esenti».
Le regole sono cambiate nel 2024. La legge 107 del 29 luglio 2024, che ha convertito il decreto sulle liste d'attesa, stabilisce che il ticket per la mancata disdetta va pagato anche dagli esenti. La stessa norma precisa però che si applica la quota «stabilita dalle norme vigenti alla data dell'appuntamento». Per questo la data della prenotazione è il primo elemento da controllare: per gli appuntamenti precedenti alla nuova legge, chi era esente non rientrava nell'obbligo.
Visite non disdette: le verifiche da fare
Prima di pagare conviene controllare che l'avviso riguardi davvero una prenotazione fatta a proprio nome e che quella visita non sia stata eseguita. Va verificato anche se all'epoca si era esenti, nel caso di appuntamenti precedenti all'estate 2024. Chi aveva disdetto dovrebbe cercare la prova della disdetta: la notifica dell'app Sinfonia, un sms, una mail o il numero della pratica fornito dal Cup. Per gli appuntamenti regolati dalle nuove norme, l'azienda sanitaria locale ha chiarito con un avviso del 15 luglio 2026 che la disdetta va fatta almeno due giorni lavorativi prima, festivi esclusi. Restano esclusi dal pagamento i casi di ricovero urgente e di forza maggiore, purché documentati entro cinque giorni. Per qualsiasi chiarimento sull'avviso bisogna rivolgersi all'Asl Napoli 1 Centro, che ha avviato il recupero del credito, indicando i riferimenti riportati nella lettera.
Per non ricevere avvisi in futuro basta disdire per tempo. L'Asl Napoli 1 consente di annullare la prenotazione anche online (app Sinfonia), oltre che attraverso i canali del Cup. La disdetta va fatta almeno due giorni lavorativi prima dell'appuntamento: così il posto torna disponibile per un altro paziente e non c'è nulla da pagare.