Napoli, assistenti sociali costrette a pagare il parcheggio con l’auto di servizio: negata l’esenzione

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Negata l’esenzione dalla sosta sulle strisce blu alle assistenti sociali del Comune di Napoli: dovranno pagare di tasca propria durante le visite domiciliari e le altre missioni di servizio.

Le assistenti sociali del Comune di Napoli dovranno pagare il parcheggio con l'auto di servizio di tasca propria, quando escono dall'ufficio per lavoro. Negata l'esenzione, perché non prevista dai regolamenti comunali. In pratica, quanto le operatrici del welfare sono in missione esterna, ad esempio, per una visita domiciliare a casa di una famiglia povera o per verificare le condizioni di un bambino in un contesto difficile, dovranno pagare la sosta sulle strisce blu come se stessero usando la propria auto per fare la spesa. Altrimenti rischieranno la multa.

Il problema si era posto all'inizio del mese, anche in considerazione delle tante missioni esterne che le operatrici sono chiamate a fare ogni giorno. Il servizio Welfare, l'8 ottobre scorso aveva chiesto all'ufficio Viabilità e Traffico l'autorizzazione alla sosta gratuita nelle aree di parcheggio a pagamento. La risposta, però, è stata negativa. Niente da fare, nessun regolamento comunale lo prevede. Le assistenti sociali devono pagare come se stessero usando l'auto di servizio per fare le proprie commissioni private. "Le autovetture assegnate ai Servizi Sociali Territoriali – si legge nella replica dell'ufficio che Fanpage.it ha potuto visionare – non possono sostare gratuitamente sulle aree di sosta a pagamento delimitate dalle strisce blu".

Nessuno sconto per le assistenti sociali: devono pagare

Il motivo? Gli uffici tecnici lo spiegano in punta di diritto. Nessuna volontà di penalizzare le dipendenti comunali, ma è la normativa che non l'ha mai previsto. "Le agevolazioni previste dal Comune – si legge nel documento protocollato – quali l'esenzione per residenti con permesso di sosta, persone con disabilità munite di contrassegno o veicoli elettrici/ibridi autorizzati, non si estendono automaticamente ai veicoli assegnati in uso operativo ai Servizi Sociali, salvo esplicita previsione di atti amministrativi o concessioni speciali". Previsione che però non c'è mai stata.

"Pertanto – conclude – il personale autorizzato all'uso delle autovetture dovrà osservare le normali modalità di pagamento della sosta nelle aree a pagamento, utilizzando i ticket o gli abbonamenti previsti. L'Area Welfare è pertanto invitata a garantire, nell'ambito della gestione operativa dei veicoli, il rispetto della disciplina vigente in materia di sosta a pagamento".

I sindacati: "Paradosso assurdo"

La storia, per i sindacati, assume connotati paradossali. "Una situazione inaccettabile – commentano Annibale De Bisogno e Ida Grassia, della Uil Fp – che richiede un immediato intervento dell'Amministrazione". Senza entrare nel merito della replica degli uffici tecnici, che si limitano "a richiamare le disposizioni vigenti e le ragioni amministrative che non consentono, allo stato, di autorizzare la sosta gratuita, troviamo scandaloso anche solo ipotizzare che dipendenti comunali, i quali quotidianamente utilizzano le autovetture di servizio per svolgere attività istituzionali nell'interesse della città, debbano sostenere di tasca propria il costo della sosta sulle strisce blu".

"Si tratta di veicoli impiegati per esigenze di servizio e non per finalità personali, il cui utilizzo è necessario per garantire gli interventi sul territorio – argomentano – È la prima volta, nella nostra esperienza sindacale, che assistiamo a una situazione del genere. Riteniamo inconcepibile che un'Amministrazione pubblica possa trasferire sui propri dipendenti costi connessi allo svolgimento delle attività lavorative, una pretesa difficilmente immaginabile persino nel settore privato. Alla luce di quanto esposto, la UIL FP chiede una convocazione urgente ad horas, con il coinvolgimento delle strutture competenti, al fine di individuare soluzioni amministrative che garantiscano la sosta dei veicoli di servizio nelle aree a pagamento senza alcun onere economico a carico dei lavoratori. Non è accettabile che i dipendenti debbano pagare per poter svolgere il proprio lavoro al servizio dell'Amministrazione e della collettività".

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