Visite mediche prenotate e mai fatte a Napoli, dall’Asl altri 22mila avvisi di pagamento: 5 milioni da recuperare

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Visite mediche prenotate e mai fatte a Napoli. Già inviati 85mila avvisi di pagamento. Verifiche dell’Asl su altre 22mila posizioni: 5 milioni da recuperare.

Sono oltre 100mila i napoletani che negli ultimi 10 anni hanno prenotato visite mediche, esami, analisi e radiografie ma poi non si sono presentati e non hanno fatto la disdetta, togliendo la possibilità ad altre persone di poterlo fare. Adesso potrebbero essere chiamati a restituire circa 5 milioni di euro. Sono in arrivo decine di migliaia di nuovi avvisi bonari di pagamento da parte dell'Asl Napoli 1 Centro per visite mediche prenotate ma mai fatte e non disdette, come anticipato da Fanpage.it. Per le norme in vigore, infatti, quando si prenota una visita medica, un esame o una radiografia, ma poi non la si esegue, si toglie la possibilità ad un altro cittadino di poterla fare.

Da qui, la necessità e l'obbligo di disdire l'appuntamento almeno 48 ore prima. Pena, appunto, il pagamento del ticket sanitario oltre sanzioni e interessi. Sono già 85mila le lettere di pagamento inviate dall'Agenzia delle Entrate Riscossione ai cittadini napoletani per le mancate disdette, per un ammontare di circa 3,9 milioni. Il periodo di riferimento è quello dal 2016 al 2026. Un avviso che vale anche come interruzione della prescrizione. A queste, nei prossimi giorni, si aggiungeranno altre intimazioni a pagare: ci sono altre 22mila posizioni da accertare, per altri 900mila euro. In totale, quindi, il fenomeno delle mancate disdette riguarda circa 107mila napoletani negli ultimi 10 anni, per un ammontare totale di quasi 5 milioni.

Sotto i riflettori altri 22mila utenti

Sotto i riflettori dell'Asl di Napoli ci sono altre posizioni per circa 22 mila utenti, a quanto apprende Fanpage.it, per un ammontare di circa 900mila euro. Queste ultime sono ancora oggetto di approfondimenti amministrativi e anagrafici da parte dell'Unità Operativa aziendale incaricata del recupero crediti. Ad oggi, per questa particolare tipologia sono stati inviati circa 200 avvisi bonari di pagamento direttamente da parte dell'Asl Napoli 1 Centro.

Bisogna precisare che l'iniziativa non ha finalità punitive, ma è diretta a contrastare il fenomeno delle mancate disdette che determina inutilmente l'occupazione di agende e slot assistenziali, riducendo la disponibilità di prestazioni per gli altri cittadini. L'obiettivo è di ridurre le liste di attesa e di favorire un utilizzo più responsabile delle risorse sanitarie pubbliche e garantire maggiore efficienza nell'accesso alle cure. Un modo per assicurare la massima correttezza e tutela dei diritti dei cittadini interessati.

Come vengono fatte le verifiche dell'Asl

L'Asl Napoli 1 Centro, guidata dal direttore generale Gaetano Gubitosa, ha avviato un articolato progetto di verifica e recupero dei crediti relativi a prestazioni sanitarie prenotate e non disdettate nel periodo compreso tra il 2016 e il 2026. Le norme di riferimento sono l'articolo 3, comma 15, del decreto legislativo 124/1998 e il Dl 73/2024, convertito in Legge 107/2024. Le posizioni interessate riguardano prestazioni sanitarie prenotate tramite il sistema Cup, il Centro Unico Prenotazioni.

Chi rischia di dover pagare? Nel paniere non ci sono solo le visite mediche, ma un insieme eterogeneo di prestazioni ambulatoriali, comprendente oltre alle visite specialistiche, anche gli esami diagnostici, come Tac, radiografie, risonanze.

L'attività di ricerca fatta dai tecnici Asl ha richiesto complesse verifiche anagrafiche e amministrative, finalizzate ad escludere tutte le posizioni non recuperabili, comprese quelle interessate dai periodi di sospensione connessi all'emergenza pandemica e quelle riconducibili a cause imputabili all'azienda. Durante il Covid, infatti, ci sono state disdette dovute all'impossibilità di spostarsi o ad altri motivi di tutela della salute. All'esito delle verifiche effettuate, al momento, sono state individuate circa 85 mila posizioni riferibili a soggetti correttamente identificati e notificabili, per un valore complessivo di circa 3,9 milioni di euro. Le relative liste di carico sono state trasmesse all'Agenzia delle Entrate-Riscossione e sono in fase di notifica. A queste si aggiungono i controlli su altre 22mila posizioni che sono attualmente al vaglio dell'Asl.

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