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Terremoto a Napoli, scossa sul Vesuvio di magnitudo 2.2 alle 22,40 di oggi: epicentro nel Gran Cono

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 è stata registrata sul Vesuvio questa sera. Epicentro nel Gran Cono a 200 metri.
Il cratere del Vesuvio
Il cratere del Vesuvio

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 è stata registrata questa sera, alle 22,40 sul Vesuvio dai sismografi dell'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il sisma è avvenuto in prossimità del Gran Cono e ad una profondità attualmente stimata di 200 metri, a circa 5 chilometri di distanza da Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio e Ottaviano, e a 6 chilometri da Portici e Torre del Greco. Al momento non si segnalano danni a cose o persone.

L’epicentro del sisma sul Vesuvio
L’epicentro del sisma sul Vesuvio

Il motivo delle scosse sul Vesuvio spiegato dall'Ingv

Il sistema vulcanico del Vesuvio, composto da due camini con il Gran Cono e il Monte Somma, non è collegato con quello dei Campi Flegrei, dove si verifica il caratteristico fenomeno del bradisismo. Il Vesuvio è un vulcano attivo, ma in stato di quiescenza e in stato di allerta verde, quello più basso, secondo la classificazione di pericolosità per rischio eruzione fatta dalla Protezione Civile. Mentre i Campi Flegrei sono in allerta gialla fase 2 (soglia di attenzione).

L'Ingv ha chiarito che le scosse sarebbero determinate dall'abbassamento della caldera, che sta collassando su se stessa, ossia a causa della subsidenza. Un fenomeno inverso rispetto a quello del bradisismo dei Campi Flegrei, che ha tra i suoi effetti, invece, l'innalzamento del suolo, ad una velocità attualmente stimata di circa un centimetro al mese, oltre ai terremoti.

L'Osservatorio Vesuviano ha confermato, inoltre, che i terremoti che si registrano sul Vesuvio non sono assolutamente collegati ai Campi Flegrei. Il Vesuvio è un complesso vulcanico composto dal Monte Somma, la caldera più antica, e dal Vesuvio vero e proprio, con il caratteristico Gran Cono, nato all'interno della caldera, dopo l’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C. Dal 1944, dopo l'ultima eruzione, il vulcano è dormiente, in quiescenza appunto. Ad oggi si registra attività fumarolica e bassa sismicità. I terremoti avvengono quasi tutti a circa 1-2 chilometri di profondità, o anche a poche centinaia di metri, come nel caso dell'ultima scossa. Il suolo sul Vesuvio si abbassa di circa 6 millimetri all'anno.

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