Cinque scosse di terremoto in venti minuti avvertite a Pozzuoli, nel Campi Flegrei. Si tratta di fenomeni tipici del bradisismo che caratterizza da sempre i Campi Flegrei: la scossa non intensità maggiore è stata di 1.4 della scala Richter, registrata ad una profondità di 2.160 metri. Scosse che si sono registrate tra le 4.37 e le 4.57 di questa mattina, quando la popolazione puteolana è stata svegliata da una serie di boati avvertiti distintamente ma che non hanno causato danni a cose o persone.

Poche ore prima, altra scossa di terremoto nell'area della Solfatara di Pozzuoli. Secondo quanto riportato dall'ultimo bollettino di monitoraggio dell'Osservatorio Vesuviano, che ha registrato anche le scosse di questa notte, il suolo dell'aerea flegrea si è sollevato di circa 15 millimetri al mese negli ultimi otto mesi. Se proseguirà su questa media, entro giugno il suolo si sarà sollevato di 1,5 centimetri rispetto allo scorso ottobre. Dati che coincidono con il monitoraggio che dal 2011 ha visto un sollevamento del suolo di circa 73,5 centimetri nell'area flegrea. Area che, da sempre, è sottoposta a questo tipo di sollevamenti e sprofondamenti: basti pensare che le rovine dell'antico mercato romano di Pozzuoli (il Macellum, impropriamente definito Tempio di Serapide) è uno dei meglio conservati al mondo proprio perché fu "sommerso" dalle acque per poi asciugarsi ed essere di nuovo sommerso, tanto che per secoli è stato "l'indicatore" dell'attività bradisismica del terreno, fin quando non sono arrivati gli strumenti tecnologici odierni. Basti pensare che l'acqua è in passato arrivata anche a 6,30 metri dall'attuale pavimento (a questa altezza sono stati trovati i resti di datteri di mare attaccati alle colonne), mentre negli anni Ottanta era ancora parzialmente sommerso: oggi si presenta completamente asciutto, seppur di tanto in tanto sia possibile vedere acqua alla base, quest'ultima però dovuta alla presenza di una fonte termale sotterranea.