È stato pubblicato oggi, martedì 12 gennaio, il consueto bollettino settimanale dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) sull'attività sismica dei Campi Flegrei, supervulcano che sorge nell'omonima area a cavallo tra la periferia orientale di Napoli e Pozzuoli. Come si evince dal report che fa riferimento all'ultima settimana, quella che va dal 4 al 10 gennaio, nell'area della caldera dei Campi Flegrei si sono verificati 74 terremoti di magnitudo compresa tra 1.1 e 1.8.

Le scosse superficiali e avvertite quasi sempre dalla popolazione

L'Ingv rende noto che, delle 74 scosse che hanno fatto tremare la terra dei Campi Flegrei nell'ultima settimana, di 24 è stato possibile ai parametri ipocentrali. Il dato che salta più all'occhio è quello relativo alla profondità molto bassa degli eventi sismici – le scosse non superano mai i 3 chilometri di profondità – che fa sì che i terremoti, nonostante una intensità esigua, vengano avvertiti distintamente dalla popolazione. Ieri, 11 gennaio, ad esempio, sono due le scosse che hanno colpito l'area flegrea: i terremoti, di magnitudo 1.5 e 1.8, sono stati avvertiti dai cittadini proprio a causa della bassa profondità.

Campi Flegrei, il suolo si alza di 10 millimetri al mese

Un altro dato che salta all'occhio, nell'ultimo bollettino dell'Ingv, è quello relativo alle deformazioni del suolo. L'area dei Campi Flegrei – in particolar modo il Golfo di Pozzuoli – è interessata dal fenomeno del bradisismo, periodico innalzamento o abbassamento del suolo. Il report evidenzia che, a partire dal settembre del 2020, il suolo nei Campi Flegrei si sia innalzato di 10 millimetri al mese; dal gennaio fino al settembre del 2020 l'innalzamento era stato invece di 6 millimetri al mese.