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11 Maggio 2022
8:58

La Regione Campania aumenta le terapie intensive negli ospedali della provincia di Salerno, li taglia a Napoli

La Regione Campania rifà il piano dei posti letto nelle terapie intensive di tutti gli ospedali. Cambia la distribuzione e ci sono alcuni tagli a Napoli.
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I posti di terapia intensiva – lo abbiamo purtroppo imparato durante la pandemia di Covid – sono elementi fondamentali e complessi di un ospedale. Non sono ‘semplici' posti letto da aggiungere alla bisogna, hanno necessità di strumentazioni e personale adeguato (medici anestesisti-rianimatori, per intenderci), infermieri specializzati e ovviamente non si creano durante una decisione del management ospedaliero: pretendono spazi, persone e strumenti ad hoc.

Dunque una rete sanitaria regionale deve poter prevedere adeguato numero di posti di terapia intensiva per ogni territorio: la ratio è cercare di non far girare il malato – se arriva in intensiva è evidentemente in gravi condizioni – alla ricerca di un posto letto da un ospedale all'altro.

La Regione Campania ha di recente annunciato di voler "rimodulare" il piano di riorganizzazione e potenziamento delle terapie intensive e semi-intensive. Ha elaborato un dossier per, vi è scritto in premessa «rendere gli interventi più aderenti alle effettive esigenze o disponibilità finanziarie». Questo piano è inserito in una  delibera di Giunta regionale che sarà presentata al Ministero della Salute per l'approvazione.

Il piano terapie intensive in Campania

Cosa prevede il piano? Anzitutto il nome: si chiama «Piano di riorganizzazione e potenziamento delle attività in regime di ricovero in terapia intensiva e in aree di assistenza ad alta intensità di cura». È un taglia-aggiungi di posti fra le varie aziende sanitarie regionali e una richiesta di denaro: gli interventi connessi all'attivazione di posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva, pronto soccorso e acquisto di ambulanze costano 205,2 milioni di euro, di cui 163,8 milioni finanziati dal Decreto Rilancio, 34,8 milioni finanziati da risorse regionali,
6,6 milioni finanziati da donazioni private e 1,4 milioni relativi ai ventilatori polmonari ceduti dalla struttura commissariale. Il precedente piano regionale del 2020, prevedeva interventi per 178,6 milioni di euro.

I posti letto da realizzare e finanziare non cambiano: restano 553 quelli di terapia intensiva e 421 quelli di semi-intensiva. Dunque che cambia? Semplice: dove sono collocati sul territorio della Campania. In sintesi: meno nella provincia di Napoli, più nella provincia di Salerno:

cambia la collocazione dei posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva, alla luce delle sopraggiunte valutazioni di carattere sia tecnico che sanitario che in alcuni casi hanno richiesto una rivisitazione della distribuzione dei posti letto al fine di garantire una dotazione strutturale di posti letto più aderente all'evoluzione del quadro pandemico.

Chi ottiene e chi perde posti di terapia intensiva?

C'è un vero e proprio "borsino" di chi ha e chi deve tagliare posti di terapia intensiva. La redistribuzione – questo è quanto dice la Regione di Vincenzo De Luca – è stata condotta analizzando dati e carenze nel periodo pandemico. Un lasso di tempo in cui le terapie intensive hanno rappresentato il vero cruccio dei sistemi sanitari regionali, in particolare di quelli come la Campania che ne avevano poche.

Le terapie intensive

I posti letto di terapia intensiva previsti, rispetto alla prima versione del piano, aumentano complessivamente di 8 nella Asl di Salerno (con il presidio ospedaliero di Agropoli in particolare che passa da 6 a 18 posti letto, variazione compensata dalla diminuzione di posti letto in altri ospedali della provincia); diminuiscono di 5 nella Asl Napoli 1 Centro, di 2 nell'ospedale di Sant'Angelo dei Lombardi (da 6 a 4) in provincia di Avellino e di uno nel presidio ospedaliero di Maddaloni, nel Casertano (da 9 a 8). Dunque su Napoli il taglio riguarda unicamente l'Azienda universitaria ospedaliera Federico II che passa da 25 a 20 posti letto di terapia intensiva.

La terapia semi intensiva

Sul fronte semi-intensiva all'Asl di Avellino 2 posti letto in più all'ospedale di Sant'Angelo dei Lombardi mentre l'Asl Napoli 1 Centro ne perde 2 passando da 136 a 134. Raddoppiano all'ospedale Cardarelli, da 13 a 26. Anche su questo fronte l'Aou Federico II passa da 41 a 28 posti letto di terapia semi-intensiva e il Santobono da 14 a 12.

Restano 64 i posti letto di terapia semi-intensiva a disposizione dell'Asl di Salerno. Tuttavia vengono redistribuiti:  +18 al presidio ospedaliero "Scarlato" di Scafati (da 4 a 22),  +10 ad Agropoli (da 4 a 14). Taglio di 8 unità all'ospedale di Vallo della Lucania e di 4 al presidio ospedaliero di Polla-Sant'Arsenio e al "Maria Santissima Addolorata" di Eboli.

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