Terapia genica per l’emofilia B al Policlinico della Federico II: prima volta in Campania

Per la prima volta in Campania è stata eseguita una terapia genica per l'emofilia B: accade all'interno del Policlinico dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli. Al momento, sono pochissimi i centri in tutto il mondo capaci di offrire questo trattamento. Il paziente, Enrico, 40 anni, napoletano, è stato sottoposto a questa terapia ed ora sta bene: "Vorrei esprimere la mia più sincera riconoscenza a tutta l'équipe del professor Matteo Di Minno e, in particolare, alla dottoressa Ilenia Calcaterra, che mi ha sempre seguito con grande professionalità, attenzione e umanità", ha commentato Enrico, "Voglio anche rivolgere un messaggio a tutti i giovani che convivono con l'emofilia B: abbiate fiducia nella scienza e nei professionisti che ogni giorno studiano questa malattia. Solo grazie a una collaborazione costante tra pazienti e medici possiamo continuare a migliorare i percorsi di cura e la qualità della nostra vita".
"È stata effettuata un’unica infusione endovenosa che attraverso un vettore ha introdotto negli epatociti il gene funzionale che consente al fegato di produrre il Fattore IX, in modo autonomo e duraturo, contribuendo a prevenire o ridurre in modo significativo gli episodi di sanguinamento. Non si tratta soltanto di un'innovazione terapeutica, ma di un autentico cambiamento di paradigma", ha spiegato invece il professor Di Minno, che ha poi aggiunto: "Questo intervento rappresenta un punto di partenza, non un punto di arrivo. L'obiettivo è continuare a garantire ai pazienti campani l'accesso alle terapie più innovative, consolidando un modello assistenziale fondato sull'eccellenza clinica, sulla ricerca traslazionale e sulla collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte".
Soddisfatta anche la direttrice generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria della Federico II Elvira Bianco, che ha aggiunto: "Questo importante traguardo conferma ancora una volta il ruolo dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II come punto di riferimento nazionale e testimonia la capacità del nostro Servizio Sanitario Regionale di rendere accessibili ai propri cittadini le più avanzate opportunità terapeutiche disponibili a livello internazionale. Non celebriamo soltanto un successo medico ma una nuova speranza per le persone con emofilia e per le loro famiglie".