La vittima, Gianmarco Vitagliano, dopo il pestaggio
in foto: La vittima, Gianmarco Vitagliano, dopo il pestaggio

Due uomini sono stati denunciati per l'aggressione ai danni di Gianmarco Vitagliano, lo studente di 23 anni dell'università Orientale di Napoli picchiato intorno alle 23 di venerdì scorso, 18 settembre, in piazza Bellini, nel centro di Napoli. Si tratta di un 41enne con precedenti di polizia e di un 33enne, entrambi napoletani; sono accusati di aver fatto parte del gruppo che dopo un diverbio aveva aggredito il ragazzo e l'amico che era con lui.

I due sono stati identificati grazie all'analisi di alcuni sistemi di videosorveglianza e alle descrizioni fornite dalle vittime, nel corso delle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli e dal commissariato Decumani della Polizia di Stato. A ricostruire la dinamica dell'aggressione era stato lo stesso "Giammy" Vitagliano, che a Fanpage.it aveva raccontato che tutto era partito da un diverbio avvenuto qualche ora prima in via Mezzocannone. Gianmarco era con alcuni amici quando era un uomo, arrivato con la moglie e i figli, si era rivolto a loro con fare arrogante perché, parlottando, avevano occupato il marciapiede e non riusciva a passare. Ne era nato un diverbio, con tanto di insulto "frocio" all'indirizzo di Gianmarco, che è dichiaratamente omosessuale, ma i giovani credevano fosse finita lì.

Intorno alle 23, invece, in piazza Bellini, la spedizione punitiva. "Ci ha raggiunti con un gruppo di persone – ha raccontato Gianmarco – ci hanno accerchiato. Uno di loro mi ha preso per il collo. Io gli ho detto di lasciarmi. E lui ha iniziato a darmi una serie di pugni sul viso, procurandomi varie ferite sul labbro superiore e al naso, e sferrandomi una ginocchiata nello stomaco. Anche l'altro mio amico che gli aveva risposto prima a Mezzocannone è stato aggredito dall'uomo che avevamo incontrato a via Mezzocannone. Non c'erano forze dell'ordine. Sono intervenuti i militari che erano lì, ai quali l'aggressore di via Mezzocannone ha detto che era una rivalsa perché noi avremmo dato fastidio alla moglie. Ovviamente cosa non vera".