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Storia di Madre Flora, venerata nella Casa del Volto Santo ai Ponti Rossi

La commovente storia di Santa Madre Flora, la madre dei Ponti Rossi: passò da condizioni di grande povertà e privazione dell’infanzia a essere punto di riferimento per i malati e i poveri di Napoli. Fece costruire la Casa del Volto Santo dopo aver assistito all’umanizzazione del volto di Cristo.
A cura di Redazione Napoli
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Madre Flora
Madre Flora

Madre Flora nacque a Napoli il 17 gennaio 1899 nel popoloso borgo di Sant'Antonio Abate, in una modestissima famiglia, ancora ragazzina visse diversi lutti e sofferenze. Ancora giovanissima si unì in matrimonio con il commendatore Ernesto De Santis. La differenza di età tra i due era notevole: lui aveva 45 anni e lei 19. De Santis, che lavorava in banca a Meta di Sorrento, dove per un periodo la coppia visse, e amava immensamente la Chiesa e l’infanzia abbandonata. I coniugi vissero una perfetta intesa, soprattutto spirituale. In un giorno come tanti, mentre la vita scorreva monotona nella casa di Meta di Sorrento, il 10 febbraio del 1932, in un Mercoledì delle Ceneri, Flora era in preghiera nella sua camera, con il rosario tra le mani pregava e fissava l'immagine da lei ritagliata, del Volto Sacro di Gesù pubblicato sul frontespizio di "Crociata Missionaria", disegnato dalla pittrice Rina Maluta. Aveva da poco ultimato di preparare il pranzo per i bisognosi che si recavano a casa sua, quando il Signore le dimostrò di averla scelta. Improvvisamente una luce intensa illuminò quel quadro e il Signore si umanizzò. Nel silenzio di quegli istanti Egli le rivolse queste parole: "Flora, guarda questo volto tanto offeso ed ingiuriato; amalo e fallo amare".

Madre Flora venerata al Volto Santo ai Ponti Rossi

Da quel momento la sua vita si trasformò totalmente e l'unica preoccupazione fu aderire alla volontà del Signore. Il suo unico costante pensiero fu la diffusione nel mondo dell'immagine sacra del Volto di Cristo, il Volto Santo, la diffusione del Vangelo, e portare Cristo nel mondo che per lei significava incontrare i fratelli toccati da dolore, dalla sofferenza. Nel periodo storico in cui incombeva nel mondo la guerra con le sue difficoltà e restrizioni di cui la città di Napoli non ne fu esonerata, Madre Flora si sforzò di diffondere parole e atteggiamenti di solidarietà e di fiducia in Dio. Amò i poveri in maniera particolare e gli ammalati, a loro donò quanto possedeva e quanto riceveva attraverso la carità. Suo grande progetto fu la realizzazione della Casa del Volto Santo, che sorge nel quartiere dei Ponti Rossi, sulla Collina di Capodimonte, dove fu concesso da monsignor Giuseppe de Nicola, vicario generale della diocesi di Napoli, di poter celebrare l’Eucaristia la domenica e nei giorni festivi.

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