Riceviamo e pubblichiamo dal signor Silvio Staiano:

Al Direttore di Fanpage.it

Mi corre l’obbligo, ai sensi della legge sulla stampa, di richiedere un’urgente rettifica o la rimozione dell’articolo pubblicato dalla Vostra testata alcune ore fa al seguente link: Staiano (Capri Watch), post choc su Facebook contro la foto di Liliana Segre vaccinata. Richiedo ciò, sia perché emerge un’informazione distorta dei fatti sia perché le mie legittime opinioni vengono accostate erroneamente, maldestramente e in maniera roboante, ad altre che per toni, contenuto e quant’altro, sono invece oggetto di indagini della Procura e della Polizia Postale.

Va chiarito immediatamente che le mie affermazioni certamente forti e colorite, seppur “border line”, non sono assolutamente oggetto di alcuna accusa o contestazione né delle indagini in corso poiché certamente non sono lesive della reputazione e della dignità della signora Senatrice Segre. Le stesse restano nei limiti della continenza della critica personale e della libera espressione.

Pertanto, da parte Vostra, va immediatamente rimosso ogni riferimento, collegamento o associazione del mio post, del mio nome e del marchio di cui sono titolare da altri fatti a me estranei poiché la permanenza online di questa notizia distorta sta pregiudicando e rischia di pregiudicare in modo grave ed irreparabile la mia immagine e quella del mio marchio che, peraltro, non c’entra nulla rispetto alle mie personale opinioni.

La Vostra continua ricerca della notizia mi ha, di fatto, illegittimamente gettato in un “tritacarne” mediatico ed in particolare, fatto diventare un facile bersaglio di “odiatori seriali” che, su Facebook, mi hanno augurato morte, malattie senza possibilità di cure, esposizione del mio corpo in Piazzale Loreto, fallimento dell’azienda e promesse di non comprare mai più i nostri meravigliosi prodotti. E’ chiaro che tutto ciò sarà oggetto del vaglio della Magistratura.

Non so se c’è stata una “mano nera” ma credo che Lei, direttore, debba fare opportuni controlli affinchè emerga la responsabilità di chi ha “architettato” e pubblicato con grande superficialità questa gogna, questo attacco alla mia persona ed al marchio della mia azienda. Le mie opinioni erano e restano personali e nulla hanno a che vedere con la nostra iniziativa commerciale e col marchio che la rappresenta.

Tornando ai fatti ed all’articolo preciso quanto segue:

Il post “CHOC” non è il mio, ma il Vostro. Io ho infatti condiviso il Vostro post ed ho espresso il mio sentimento avverso alla scelta della senatrice di rendersi disponibile, come testimonial, ad una campagna di vaccinazione verso la quale nutro dei fortissimi dubbi, supportati da numerosissime circostanze “sospette” (si veda la fallibilità del vaccino, si veda la presenza di nuove varianti del virus ignote a chi ha prodotto questi vaccini “sperimentali” e si veda anche il grave spreco di pubblico danaro che è sotto gli occhi di tutti, in molte forme).

Non mi sono affatto “scagliato” contro la senatrice a vita, signora Segre come improvvidamente ha “enfatizzato” il titolista. Ho solo espresso il mio personale ribrezzo verso l’immagine che la ritrae negli attimi vicinissimi all’iniezione. Io ho il terrore delle siringhe.

Trovo altamente inopportuno che ci si faccia immortalare durante la somministrazione della cura. Ritengo violata l’intimità e la privacy di un momento fortemente riservato e privato.

Appare capzioso e costruito ad arte questo inciso:

“Successivamente, Staiano ha pubblicato un altro post nel quale ha cercato di spiegare le ragioni del suo intervento”.

Quel post era una risposta ad uno sgradevole attacco ricevuto da una persona che, in passato, aveva fornito supporto alla nostra comunicazione.

E’ falsamente rappresentato il tutto nel momento in cui, le mie dichiarazioni vengono accorpate sia fisicamente all’interno dell’articolo che punta il dito su gravi reati, sia senza distinguere le stesse da un titolo a carattere cubitali che recita: “Minacce terribili e pesanti alla senatrice Liliana Segre, la Procura apre un’indagine…”

L’articolo continua poi così:

“Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, si è vaccinata contro il Coronavirus e, come molti personaggi di spicco, ha deciso di farlo pubblicamente, per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza del vaccino per fermare la pandemia di Covid-19. Alcune persone hanno commentato così duramente e violentemente la foto da far scattare una inchiesta per odio razziale”.

Tutt’insieme quest’accozzaglia di ben 3 post, accavallati tra loro e nemmeno in ordine cronologico, generano una confusione tale che mi rendono agli occhi dei lettori che spesso non approfondiscono, per fretta o superficialità, come fossi io il responsabile di “odio razziale” nonché di essere colui che è il responsabile dei fatti gravi per i quali si sarebbe stata aperta un’inchiesta giudiziaria da parte della Polizia Postale o dalla Procura della Repubblica.

Niente di più errato e fuorviante!

Pertanto sono qui ad affermare la mia completa estraneità all’inchiesta, ai reati eventualmente commessi dai terzi e a tutte le accuse mosse da odiatori seriali che occupano i social, in particolare Facebook, che si sono scagliati, ingiustamente, contro di me.

Più di tutto, pur confermando le mie opinioni riguardo alla foto, desidero esprimere la mia più totale vicinanza e i miei più profondi sentimenti alla signora Segre, la cui drammatica personale storia ed esperienza sono una delle testimonianze (per fortuna a lieto fine anche se per la sua sola vita) più importanti e preziose di quello che è stato tra i più schifosi ed indegni genocidi compiuti per via della follia di Hitler, purtroppo, assecondata dai suoi numerosi gerarchi complici di quell’abominevole sterminio. Non oso immaginare ciò che ha provato quella donna, il suo dolore, viste le atrocità subite nel vedere falcidiata la sua famiglia. Nella mia intera vita non ho mai discriminato nessuno. Né per razza, né per religione, per stato sociale, per cultura, per stile e altro. Sono tollerante di natura.

Tuttavia rimane fermo il mio giudizio nel vedere la immagine della senatrice, più usata che protagonista di quella che a me appare una mera propaganda da Televendita. Basta vedere i padiglioni “costruiti” per la sola vaccinazione: uno spot a tutto campo! Questo è ciò che mi inorridisce.

Nel reiterare la richiesta di rettifica o di rimozione delle parti a me estranee, preciso che mi riserverò di agire per le vie legali nei confronti di chi, in maniera violenta, intimidatoria, offensiva e lesiva si è scagliato e continua a scagliarsi contro la mia persona e contro l’azienda che rappresento. Ho già documentato tutto ed inoltrato a chi di dovere la ricca carrellata di insulti, minacce e offese giuntemi solo ed esclusivamente a seguito della pubblicazione del Vostro articolo e cioè ben oltre le 24 ore dopo la pubblicazione del mio post.

Cordiali saluti,
Silvio Staiano