Spari contro Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari: due condannati

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A cura di Nico Falco
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Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari Calcio
L’uomo ferito a colpi di pistola nel gennaio 2026 ai Quartieri Spagnoli, dopo una lite avvenuta all’interno del suo locale, il “Pisadog Spritz”.

Sono stati condannati a cinque anni di reclusione Vincenzo Rossi e Vincenzo Bevivino, riconosciuti responsabili dell'agguato a colpi di pistola ai Quartieri Spagnoli nei confronti di Gianluca Pisacane, fratello di Fabio Pisacane, ex calciatore ed attuale allenatore del Cagliari. La sentenza è stata emessa dal gip Campanaro al termine del processo celebrato con rito abbreviato; i due imputati erano a giudizio con l'accusa di lesioni aggravate, contestazione riqualificata rispetto a quella iniziale, che era stata di tentato omicidio.

La vicenda risale alle 3 del mattino del 3 gennaio 2026. Gianluca Pisacane era insieme al padre, aveva appena chiuso il locale di famiglia, il "Pisadog Spritz". Erano stati aggrediti entrambi: Andrea Pisacane era stato spintonato mentre uno dei responsabili aveva esploso due colpi di pistola mirando alla gamba del figlio; secondo le prime ricostruzioni ad agire sarebbero stati almeno in tre.

I due presunti responsabili erano stati rintracciati poco dopo: erano rimasti coinvolti in un incidente stradale in provincia di Pescara mentre, da Napoli, scappavano in Abruzzo; uno si era fratturato l'anca e l'altro un piede, erano stati entrambi ricoverati. Sottoposti a fermo dalle Squadre Mobili di Napoli e Pescara, dopo la convalida del provvedimento i due erano stati condotti in carcere con l'accusa di detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo e di tentato omicidio (poi riqualificata in lesioni aggravate).

L'aggressione sarebbe riconducibile ad una litigio avvenuto poche ore prima all'interno del locale dei Quartieri Spagnoli tra tre ragazze e una dipendente; una delle giovani avrebbe litigato con la cameriera e Gianluca Pisacane sarebbe intervenuto, costringendo le tre ad allontanarsi. Una delle clienti avrebbe quindi chiesto l'intervento di alcuni suoi familiari, tra cui il fratello e il cugino, arrivati nel cuore della notte per la spedizione punitiva.

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