Campi Flegrei

Il sindaco di Pozzuoli accusa le amministrazioni precedenti di non aver fatto nulla per il bradisismo in quarant’anni

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Capo cronaca Napoli
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Gigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli (Napoli)
Luigi Manzoni spiega perché lo stato d’emergenza ai Campi Flegrei non risolverebbe le criticità, mentre la legge speciale aiuterebbe.

«Hanno dormito. Lo ridico: per quarant'anni hanno dormito. Li sfido, atti alla mano a contestare quel che dico: non è stato fatto né pensato niente dalla crisi bradisismica degli anni Ottanta». Luigi Manzoni per tutti Gigi, sindaco di Pozzuoli, ha 51 anni, ha la fascia tricolore dal 2022, eletto con un campo larghissimo di centrosinistra.

Il 31 luglio scorso, poco più di un mese fa, una scossa di terremoto magnitudo 4.7, la più forte degli ultimi quarant'anni, ha duramente messo alla prova la città che amministra, nel cuore della caldera dei Campi Flegrei: oltre quattromila sfollati, infrastrutture da riparare, attività commerciali in ginocchio, costoni naturali da mettere in sicurezza, scalo portuale "sorvegliato speciale", trasporti profondamente rimaneggiati. Un flusso di riunioni cui partecipare ogni tot ore, ordinanze da firmare ogni giorno, persone cui dare risposta.

La situazione di Pozzuoli oggi, come fosse una fotografia.

Una nuova normalità. Il 15 settembre riprendono le scuole, qualcuna al momento avrà il doppio turno. Le forniture, gas, acqua, elettricità, rierogate a tutti. Una parte delle persone è stata rialloggiata e le altre persone sono in strutture alberghiere; tributi locali sospesi per gli sgomberati e sgravi per le attività commerciali colpite, riapre la Cumana. Sì, una nuova normalità.

Come sono le sue giornate?

Il sindaco di Pozzuoli non ha più giornate né orari. Le persone mi stiano vedendo in giro, lo sanno. Sto sacrificando anche gli affetti familiari, ho due bimbi piccoli. Sia chiaro, è giusto così, sono il sindaco. Bisogna non dimenticare che oltre il bradisismo ho un Comune che deve fare anche l'ordinario. Qui ci vivono novantamila persone e abbiamo un porto cruciale per Napoli e la sua provincia.

Quindi, sindaco, lei sostiene che dall'ultima crisi bradisismica degli anni Ottanta non è stato fatto niente dalle Amministrazioni che l'hanno preceduta?

E le dico che è così. La parola bradisismo è entrata nei decreti e nel dibattito, solo grazie al lavoro della mia amministrazione.

Ma davvero? Ma in che senso?

Le faccio leggere le carte, se ne renderà conto. Nel 2023 avevo insediato un tavolo tecnico di professionisti; avendo contezza di dove abitavo, li feci lavorare ad un grande progetto "Pozzuoli resiliente". Immaginavo si andasse incontro a una recrudescenza del fenomeno e quindi sapevo che dovevamo prepararci a una serie di attività di mitigazione del rischio. Il decreto 140 nasce proprio per questo.

Ora siamo nel 2026: nuova scossa forte, danni e un altro decreto.

Grazie al lavoro sinergico di Regione, sindaci del comprensorio e comitati, abbiamo redatto un documento di 98 pagine con emendamenti all'ultimo decreto, il  144; ci sono alcuni aspetti che non si sono dimostrati performanti e vanno effettuati dei correttivi.

In fasi del genere la gente dice sempre dei politici «speriamo non litighino fra di loro». Su questo fronte come va?

Posso dire sinergia perfetta, soprattutto fra il Comune e la Regione Campania. Nel presidente Roberto Fico ho visto una persona operativa e risolutiva; l'assessore alla Protezione civile Fiorella Zabatta è sempre presente.

E col centrodestra? I consiglieri regionali sono andati a Roma dal ministro perché vorrebbero lo stato d'emergenza.

Allora, è chiaro che l'appello a tutti è di essere unitari, compatti, evitare divisioni politiche su un tema così delicato. Sulla questione specifica, ovvero la dichiarazione dello stato d'emergenza per Pozzuoli e gli altri comuni dei Campi Flegrei voglio iniziare col dire un fatto. Il capo dell'opposizione in Regione, Gennaro Sangiuliano, sostiene che «senza stato di emergenza non si possono spendere soldi». Ma non è così. Io da sindaco vorrei anche fare il soggetto attuatore, io i soldi se me li danno li spendo subito! Se proprio vogliamo parlare di soldi, poi…

Dica.

E beh, sono due anni e mezzo che Pozzuoli attende ancora i soldi del governo, anticipati dal bilancio comunale di Pozzuoli, 2,5 milioni di euro…

Perché uno stato d'emergenza no e la legge speciale sì?

Lo stato di emergenza, anche se viene proclamato non ci consente di superare le criticità. Poi abbiamo già un commissario di governo per le opere pubbliche sul bradisismo ma non abbiamo norme per bypassare criticità, come ad esempio le «piccole difformità» urbanistiche che impediscono il finanziamento di ricostruzioni. La legge speciale per i Campi Flegrei risponde a questa domanda: sapere cosa fare e chi lo fa.

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Una delle proteste degli sfollati puteolani
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