Una targa dice che Largo Maradona ai Quartieri Spagnoli è proprietà privata

Avatar autore
Capo cronaca Napoli
Immagine
ll murale di Largo Maradona e la targa / foto Fanpage.it
La facciata è stata ridipinta di grigio e il piazzale ripavimentato, ma davanti al cancello è comparsa una targa che rivendica la proprietà privata dell’area.

Giù il sipario o meglio, giù i teloni da lavoro che coprivano parte del restauro del murale di Diego Maradona in via Emanuele De Deo ai Quartieri Spagnoli. La facciata dello stabile su cui negli anni Novanta fu dipinta l'immagine dell'idolatrato calciatore argentino è stata ridipinta di un triste grigio («Grigio come il Napoli di Allegri», dice qualcuno ridacchiando ma sottovoce per non farsi sentire), il piazzale è stato rifatto ex novo sostituendo i lastroni di basolato vesuviano con una pavimentazione lavica meno sconnessa. E fin qui tutto secondo i piani di riqualificazione di una delle aree più frequentate dai turisti di tutto il mondo.

C'è una targa di marmo, piazzata dinanzi al cancellino di ferro che separa il vicolo dei Quartieri dall'area del murale che è oggetto di ragionamenti e discussioni. C'è scritto «Largo Diego Armando Maradona, proprietà privata». Quando fu approvato il progetto del Largo Maradona, con una delibera di giunta comunale proposta dalla vicesindaca e assessora all'Urbanistica Laura Lieto, quel rettangolo zeppo di sciarpe e maglie di calciatori (ma anche di commercio abusivo) fu immaginato come un nuovo punto sulla mappa del turismo della città senza vendita di "pezzotti", senza abusivismo commerciale, senza ostacoli all'accesso per i disabili, ma soprattutto figlio di una «iniziativa privata assoggettata a uso pubblico», quindi ad accesso libero e gratuito per tutti i cittadini per l'intera giornata; con gestione e manutenzione (pulizia, custodia e utenze) a totale carico dei privati proponenti, senza alcun onere per l'Amministrazione comunale.

«Trasformiamo un'area privata in uno spazio collettivo curato e sicuro, dove l’identità popolare di Napoli incontra una gestione moderna e rispettosa del decoro urbano» diceva la vicesindaca Lieto a gennaio di quest'anno. Perché, dunque, la targa? L'ambiguità non chiarita è la seguente: quel pezzo di città a chi fa capo, nel bene e nel male?

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views