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Sequestrato punto di ristoro nello stadio Maradona, indagato De Laurentiis per abuso edilizio

La Polizia Locale ha sequestrato una struttura in costruzione nella tribuna nello stadio Maradona di Fuorigrotta: sarebbe diventato un punto ristoro, ma per il giudice è abusiva.
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A cura di Nico Falco
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Il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è indagato per abuso edilizio, in qualità di committente delle opere in quanto amministratore del Calcio Napoli: stava facendo costruire un punto di ristoro nella tribuna autorità dello stadio Maradona senza disporre delle dovute autorizzazioni. Il sequestro è scattato nei giorni scorsi, a seguito di un controllo della Polizia Municipale, il 18 maggio è arrivata la convalida.

A raccontare la vicenda è l'edizione odierna del quotidiano La Repubblica. L'intervento dei vigili dell'Unità Operativa Tutela Edilizia nell'impianto sportivo del quartiere Fuorigrotta risale allo scorso 7 maggio, mentre sono in corso i lavori per la realizzazione di uno spazio chiuso, fatto con pannelli coibentati, perimetro in cartongesso, pedane in legno e due vani wc, per un volume complessivo di circa 150 metri quadrati e un'altezza di tre metri e mezzo. Il direttore dei lavori mostra una delibera del Comune di Napoli del settembre 2025, con la quale è stata approvata la richiesta del Napoli di tre nuove sale "hospitality" in cambio dell'aumento di quasi 30mila euro del canone di concessione.

Il 12 maggio arriva la risposta dagli uffici comunali: "il nulla osta non assume valore di titolo edilizio". Ovvero: quell'approvazione non vale come permesso di costruire. Il giorno dopo, il 13 maggio, scatta il sequestro. Il Napoli, ricostruisce Repubblica, davanti ha fatto leva "sulla natura temporanea dell'opera, pari a due anni", ovvero fino alla scadenza della convenzione col Comune, nel giugno 2028, ma nell'ordinanza del 18 maggio il giudice ha chiarito che, per legge, soltanto le "opere temporanee e rimosse entro un termine non superiore a 180 giorni" possono essere realizzate "in attività di edilizia libera, senza necessità del preventivo rilascio del permesso di costruire"; inoltre, per il giudice è l'opera è "destinata a esigenze ricorrenti" ed è "priva di pregio" "l'argomentazione secondo la quale la temporaneità dell’opera discenderebbe anche dal suo utilizzo solo in occasione delle competizioni sportive”.

La delibera di giunta, in sostanza, per il giudice non basta: “incide sulla originaria concessione d’uso dello stadio in favore della società sportiva, con incremento del canone concessorio, senza tuttavia avere valore di titolo edilizio, come confermato dalla stessa società su sollecitazione della polizia giudiziaria, né potere derogatorio della disciplina di rango superiore”. Spetterà ora al Napoli decidere se impugnare il provvedimento.

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