Tra i film più belli di una immaginaria cineteca di quelli mai girati uno dei capolavori avrebbe potuto essere quello che vedeva protagonisti Sean Connery (morto oggi, 31 ottobre, all'età di 90 anni) e Massimo Troisi, entrambi come attori o, chissà, con uno dei due dietro la macchina da presa a dirigere l'altro. Realizzato forse in italiano (e soprattutto in napoletano, come amava fare Troisi), o anche in inglese, perché l'indimenticato artista di San Giorgio a Cremano i confini nazionali li aveva ampiamente superati, soprattutto con il Postino, che Oltreoceano era diventato "The Postman" (e in cui Troisi veniva doppiato da Robert De Niro), aveva conquistato il cuore del pubblico americano.

Ancora oggi Maria Grazia Cucinotta per molti in America è Beatrice, come la protagonista femminile dell'ultimo film interpretato da Troisi (prematuramente deceduto nel 1994) per la regia di Michael Radford, ma quella pellicola oltre a riscuotere un successo straordinario nelle sale aveva impressionato anche i colleghi attori. Tra questi, proprio Sean Connery, il mitico 007, che all'epoca aveva già alle spalle una carriera incredibile costellata da Premi Oscar, Golden Globe e Bafta, ed era già uno dei miti indiscussi del cinema mondiale.

Un articolo del Corriere della Sera del 31 maggio 2001 racconta l'incontro tra Connery e Walter Veltroni, in quei giorni appena eletto sindaco della città di Roma. Connery, riportava il Corriere, parlò soprattutto di cinema confessando il suo amore per l'ex mattatore de La Smorfia e per il suo ultimo film: "Per me Il Postino è uno dei più bei film degli ultimi anni" ebbe a dire. Una circostanza che ha legato il mitico scozzese all'attore partenopeo per anni e che ora, inevitabilmente riemerge. Andando a ritroso, c'è anche un altro elemento non di poco conto che lega Sean Connery a Napoli: la prima moglie, l'attrice Diane Cilento, era di origini italiane: il suo bisnonno Salvatore emigrò proprio da Napoli nel 1855 in cerca di fortuna in Australia, nello stato del Queensland.