“L'ordinanza che chiude le scuole in Campania del governatore Vincenzo De Luca arreca un grave danno alle famiglie, perché dispone la chiusura degli istituti dagli asili nido alle superiori. Mentre la legge prevede che fino alla prima media le scuole siano invece aperte anche in zona rossa. Il decreto del Tar che ha respinto non i ricorsi, ma le istanze di misure provvisorie ed urgenti anteriori alla causa ex art.61 del codice di procedura amministrativa, ci ha sorpreso, ma lo rispettiamo. Non ci arrenderemo. Nei prossimi giorni presenteremo il ricorso al Tar Campania e aspettiamo le prossime decisioni e gli sviluppi da parte del Governo”. È chiaro l'avvocato Matteo Marchetti, responsabile del Codacons Campania, nonché vice segretario nazionale del Codacons, che interviene così sull'ordinanza regionale che ha disposto la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado in Campania, fino al 14 marzo, per frenare l'aumento dei contagi da Covid19.

Il Tar di Napoli stamattinaha respinto con due decreti l'istanza cautelare di sospensiva presentata dai comitati. “L'ordinanza del governatore Vincenzo De Luca – spiega Marchetti a Fanpage.it – è stata pubblicata sabato, dopo annunci di settimane. Abbiamo avuto due giorni per lavorarci e depositare un'istanza cautelare ante causam urgentissima, assieme ai genitori di figli che frequentano tutti i livelli scolastici dal nido alle superiori. Il fatto che il Tar abbia deciso con decreto di respingerla non preclude il ricorso che andremo a depositare con richiesta di misura cautelare nei termini legali. Il Codacons sta affiancando le famiglie in questa eccezionale situazione emergenziale aggravata dalla impossibilità di usufruire persino dei servizi educativi dell’infanzia e per l’infanzia (servizio integrato 0-6 anni), che saranno tutelate nelle sedi opportune”.

Il Coordinamento Scuole Aperte Campania fa sapere in una nota che "continuerà a tutelare in ogni sede il benessere psicofisico e il diritto all'istruzione dei bambini e dei ragazzi campani". In questo momento, precisa il Coordinamento, "non vi è alcun vuoto normativo, essendo ancora in vigore il DPCM del 14 gennaio scorso". La sospensione del Tar, quindi, secondo il comitato, "non pregiudica il ricorso che sarà comunque proposto nei termini con misura cautelare".