La comunità di Roccapiemonte, in provincia di Salerno, è ancora sconvolta dopo il ritrovamento del corpicino della neonata avvenuto in un cortiletto il 2 settembre. La bimba, secondo quanto si apprende, sarebbe stata lanciata da una finestra di un appartamento al secondo piano. L’autopsia, svolta ieri dal medico legale Giuseppe Consalvo, ha confermato che la piccola era ancora viva quando è stata è stata scaraventata al suolo dell’appartamento dei suoi genitori. Solo un’ora di vita aveva, poi la morte.

Questa mattina la comunità locale si è raccolta nella chiesa San Giovanni Battista per celebrare i funerali. Don Giuseppe Ferraioli, con il Vescovo della Diocesi Nocera-Sarno Monsignore Giuseppe Giudice, hanno deciso di chiamarla Maria, come l’Immacolata, a cui la città di Roccapiemonte è devota. Nonostante le norme anti-covid e la poca capienza della chiesa, i cittadini di Roccapiemonte, si sono radunati nello piazza antistante per salutare la piccola Maria.

Il Vescovo, durante la sua omelia, ha precisato che "una bambina morta non può essere battezzata ma che la piccola Maria è stata affidata alla misericordia del Signore". Nessuno dei familiari di Massimo T. e Margherita G., i genitori della piccola, erano presenti in chiesa questa mattina. I genitori della bambina, invece, sono detenuti rispettivamente nella casa circondariale di Salerno e nell’ospedale di Nocera. Aspettando l’esito dell’autopsia, che sarà resa nota tra 60 giorni, gli inquirenti indagano sul movente di un tale gesto e si sono recati in ospedale per interrogare la mamma.

La donna resta piantonata all’ospedale di Nocera Inferiore ed è in stato di fermo. Sempre questa mattina, mentre si celebravano i funerali, anche Massimo T., padre della piccola Maria, è stato ascoltato dagli inquirenti nel Tribunale di Nocera Inferiore: secondo quanto si apprende, l'uomo si sarebbe dichiarato estraneo ai fatti.