Renzo Arbore, Marisa Laurito e lo scherzo di Luciano De Crescenzo: la Madonna di Capri

Renzo Arbore e Marisa Laurito ricordano Luciano De Crescenzo al Teatro Trianon di Napoli: “Aveva una barca, chiamata “‘o fatt appost”, e si inventò uno sketch per gli ospiti”
A cura di Pierluigi Frattasi
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"Luciano De Crescenzo aveva una barca che si chiamava ‘O fatt appost (fatto apposta, in napoletano) e gli serviva per rimorchiare le ragazze a Capri, specialmente straniere". Inizia così uno degli aneddoti di Renzo Arbore, ieri al Teatro Trianon di Napoli ospite di Marisa Laurito, per ricordare l'amico di sempre Luciano De Crescenzo. "Pensavate solo a questo?", lo punge scherzando Laurito. E Arbore sta al gioco. Si commuove anche, quando ricorda Mariangela Melato, con la quale ha avuto una lunga relazione, amici entrambi di De Crescenzo: "Le ragazze che Luciano riusciva a trovare riconoscevano Mariangela, che era un'attrice famosa, e gli chiedevano che ci facesse lì. E Luciano rispondeva: ‘Sta girando un  film a Capri'. ‘Qual è il titolo', dicevano loro? E lui: ‘Amore a Capri'. Mariangela si arrabbiava".

L'aneddoto della barca a Capri di Luciano De Crescenzo

Insieme a Marisa Laurito, Renzo Arbore al Trianon ha ricordato il suo amore per Napoli. Una lunga conversazione, con tanti aneddoti e battute. L'amicizia tra i due artisti è di lunghissima data e alcuni aneddoti si ritrovano nel libro scritto a quattro mani "Ci siamo voluti tanto bene" del 2022. Tra questi, c'è appunto l'aneddoto della barca a Capri di Luciano De Crescenzo, diventato poi celebre. De Crescenzo, infatti, scrittore, autore, filosofo, regista, tra i maggiori italiani, aveva anche un proverbiale fascino latino, benché dagli occhi di un azzurro cristallino. Ha avuto tanti amori e passioni, come raccontato da lui stesso più volte.

Renzo Arbore e Mariangela Melato, all'epoca coppia, erano spesso suoi ospiti sull'isola azzurra. "Luciano – racconta Arbore – con la sua barca si inventò uno sketch con i suoi ospiti. A Cala Rio, a Capri, c’è una Madonnina scolpita nella roccia. Lui diceva: ‘Mi raccomando, fate finta che nessuno vede la Madonna'. Noi stavamo lì. E la vittima ad un certo punto la vedeva ed esclamava: ‘Quanto è bella quella madonnina là!'. Quale Madonna dicevamo noi? Per 10 minuti nessuno vedeva la Madonna. Alla fine, quella si alzava in piedi e gridava: ‘Io vedo la madonna!'".

Il racconto di Renzo Arbore quando suonava a Napoli a Calata San Marco

Nelle tre ore di conversazione tra Renzo Arbore e Marisa Laurito tanti ricordi di vita e del suo rapporto con Napoli. Arbore, pugliese di nascita è infatti napoletano d'adozione. Oltre a Luciano De Crescenzo, l'artista foggiano ha voluto ricordare anche Pino Daniele, Massimo Troisi, Renato Carosone, Totò, Sergio Bruni e Roberto Murolo. Lo spettacolo, promosso dal Teatro Trianon e dalla Fondazione Campania dei Festival, diventerà anche uno speciale che trasmetterà la Rai, prodotto da FILMTPRO.

A Napoli Arbore si era trasferito per studiare giurisprudenza all'Università. Ma già all'epoca aveva una grandissima passione per la musica, in particolare per il jazz americano. "Il sabato e la domenica – racconta – suonavo a Calata San Marco (una traversa vicino a piazza Municipio), all’USO, United Service Organizations. Per me, era come andare in America. Ci davano gli hot dog e da bere. E noi facevamo il repertorio americano. Il pianista, però, non sapeva i titoli di tutti i pezzi. Così, quando arrivava qualche richiesta da qualche militare americano, gli avevamo detto di rispondergli: ‘Canticchia la melodia, tu lo senti e capisci quello che vuole'. Così una volta, un soldato gli si avvicinò e gli chiese una cosa. E lui: ‘Sing the melody, sing the melody‘. Ma quello non rispondeva. Poi capimmo che aveva chiesto dov'è ‘the restroom', cioè il bagno".

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