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Reddito di Cittadinanza a detenuti e familiari, sequestrati oltre 200mila euro

La scoperta dai controlli incrociati. Le somme sono state sottoposte a sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Nei guai 23 percettori.
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A cura di Pierluigi Frattasi
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Percepivano il Reddito di Cittadinanza, ma erano detenuti o avevano persone in famiglia in stato detentivo, senza averlo dichiarato. Adesso, dovranno restituire oltre 200mila euro. A scoprirlo sono stati i militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, che hanno riscontrato che 23 soggetti, tra detenuti e componenti del proprio nucleo familiare in stato detentivo, beneficiavano del contributo, omettendo di dichiarare tale condizione cautelare.

Sequestrati oltre 200mila euro

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, al termine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 23 soggetti, indebitamente percettori di Reddito di Cittadinanza.

In particolare, i finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, a seguito di mirate attività investigative eseguite confrontando le informazioni pervenute dalla Casa Circondariale di Secondigliano con le risultanze delle banche dati INPS, hanno riscontrato che 23 soggetti, tra detenuti e componenti del proprio nucleo familiare in stato detentivo, beneficiavano del contributo, omettendo di dichiarare tale condizione cautelare.

I finanzieri hanno così ricostruito l’indebita percezione del beneficio per oltre 207mila euro. Le somme sono state sottoposte a sequestro finalizzato alla confisca. L’azione della Guardia di Finanza, nell’ambito delle attribuzioni conferite al Corpo in materia di tutela della spesa pubblica nazionale, è, come noto, finalizzata a garantire il corretto impiego delle risorse e l’accesso ad agevolazioni e sussidi a favore di coloro che ne siano gli effettivi aventi diritto. Il tutto si comunica nel rispetto dei diritti degli indagati, da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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