video suggerito
video suggerito

Rapine al Corso Umberto I di Napoli: il ‘Rettifilo’ diviso in zone e obiettivi

Furti e rapine sul Corso Umberto a Napoli: locali e stranieri agiscono in zone diverse, cambiano le prede. Crescono i colpi per smartphone.
A cura di Nico Falco
0 CONDIVISIONI
Corso Umberto I, il "rettifilo" di Napoli
Corso Umberto I, il "rettifilo" di Napoli

I "locali" nella parte iniziale, fino a Forcella, gli stranieri subito dopo, verso piazza Garibaldi, comprese le strade che vanno verso la Maddalena e Porta Nolana: esaminando i resoconti delle ultime rapine, pare che il corso Umberto I, il "Rettifilo" di Napoli, la lunga arteria stradale che attraversa il centro partenopeo fino a piazza Mancini e poi piazza Garibaldi, sede della Stazione ferroviaria Centrale e spesso teatro di reati predatori, sia divisa tra due gruppi ben distinti. E cambiano anche gli obiettivi: se i napoletani mirano a gioielli e contanti, gli altri fanno incetta di telefoni cellulari.

Corso Umberto diviso in zone per i furti

Ultimi in ordine di tempo i due casi su cui stanno lavorando i carabinieri ma, dalla metà di settembre, abbiamo contato una quindicina di rapine avvenute lungo il corso Umberto e le strade immediatamente limitrofe. Si tratta di un numero, ovviamente, parziale: vengono conteggiati soltanto i casi "risolti", sfociati in arresti.

Lo schema sembra essere sempre lo stesso: le strade laterali, che si infilano in un dedalo di vicoli da entrambi i lati, offrono un'ottima via di fuga subito dopo la rapina, che avviene per lo più sul corso. Su una decina di casi risolti, ben otto hanno portato all'arresto di cittadini provenienti dal Marocco o dall'Algerina e sono avvenuti all'altezza di via Soprammuro e via Fazzini, quindi le strade che portano da un lato verso Porta Nolana e dall'altro verso la Maddalena.

I rapinatori alla ricerca di cellulari

Ed emerge un altro dato: le rapine con obiettivo i telefoni cellulari sembrano essere aumentate. In tutti i casi l'obiettivo del criminale era proprio lo smartphone. Probabilmente perché la vittima è stata sorpresa mentre lo stava utilizzando, ma questo porta anche ad un'altra riflessione: per avere mercato, i telefoni rapinati o rubati devono poter essere utilizzati. E questo potrebbe avvenire con qualche espediente valido per aggirare i blocchi imposti dalle aziende produttrici o dagli operatori di telefonia, come il cambio software o la sostituzione della scheda madre del dispositivo.

Immagine
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views