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Elezioni amministrative Napoli 2021
10 Settembre 2021
9:48

La Promessa di Maresca: “Rinuncio alla carriera per amore di Napoli, la città merita di più”

Catello Maresca spiega la sua Napoli del futuro a “La Promessa” il format di Fanpage.it sulle elezioni comunali di Napoli. Il mito di Troisi e di Maradona nella formazione culturale del magistrato, l’incontro con Diego e l’idea della Napoli che vince. L’impegno nell’associazionismo per dare un lavoro ai ragazzi difficili. Sul futuro della città punta sul mare, sul lavoro e su una nuova gestione dei rifiuti. “La sicurezza è tranquillità, dobbiamo impedire che i commercianti siano costretti a pagare il pizzo”.
A cura di Antonio Musella
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E' la spiaggia di Vigliena, a San Giovanni a Teduccio, il luogo simbolico scelto da Catello Maresca, candidato Sindaco di Napoli per il centro destra, per il format "La Promessa" di Fanpage.it dedicato alle elezioni comunali partenopee del 3 e 4 ottobre prossimo. Un pezzetto di spiaggia, sporca, con un mare che potenzialmente potrebbe essere bellissimo ma che oggi fa i conti con gli scarichi e l'inquinamento. "Qui ci venivo con mia nonna – racconta Maresca – e oggi come allora mi chiedo, perché non ci sono i chioschi? Perché non ci sono gli ombrelloni? Napoli ha il mare ma i napoletani non lo sanno, noi dobbiamo ridare il mare ai napoletani". Magistrato anti camorra con una carriera lunga 22 anni, tra i suoi successi l'arresto del boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, a 49 anni Catello Maresca affronta una sfida difficile, diventare il primo sindaco di Napoli sostenuto dal centro destra da quando esiste l'elezione diretta del Sindaco.

L'impegno nell'associazionismo e il mito di Maradona

Maresca è sempre stato molto attivo nel sociale, non da oggi. Con la sua associazione "Arte e Mestieri" da molti anni aiuta i giovani delle periferie a trovare un percorso lavorativo che sappia essere volano per un'emancipazione sociale. Un impegno a cui ha sempre dedicato tutto il suo tempo libero dalla rincorsa quotidiana a criminali e camorristi. "Io ho acquisito la consapevolezza che il crimine si combatte nelle aule di giustizia ma soprattutto fuori, nelle scuole, nelle strade – spiega – io sono partito dalle strade porgendo una mano ai ragazzi in difficoltà che oggi sono artigiani o pizzaioli, ma soprattutto uomini e donne veri di questa città che la mattina vanno a lavorare e si guadagnano il pane onestamente".  Un impegno quello verso i giovani a rischio che si è moltiplicato anche durante la fase della pandemia da Coronavirus e che ha portato allo sviluppo di molte idee sulle politiche per il lavoro in città. "Noi dobbiamo creare le condizioni affinché i ragazzi di questa città restino qui, questo significa creare delle politiche del lavoro, per quanto di competenza del Sindaco, che accompagnino al lavoro già dalla scuola che deve tornare ad essere un luogo attrattivo dove i ragazzi vogliono andare e restare" sottolinea il magistrato. La sua visione della città è influenzata da miti e dalla iconografia costruita anche dal cinema, che negli ultimi decenni ha avuto un ruolo particolarmente importante nella narrazione di Napoli all'esterno. Ma l'orizzonte di Maresca non è quello di Gomorra, ma è quello di "Così parlo Bellavista" e di "Scusate il ritardo". "Sono cresciuto con la Napoli di Massimo Troisi e di Luciano De Crescenzo – racconta – una Napoli vera e passionale, una Napoli del riscatto contro i pregiudizi e degli stereotipi. E' quella Napoli bella dei vicoli e delle persone consapevoli delle difficoltà dei problemi quotidiani, ma che vengono superati con il sorriso e la sagacia". E parlando di mitopoiesi e di narrazione romantica a Napoli è impossibile non citare Diego Armando Maradona. Maresca sta girando tutta la sua campagna elettorale rigorosamente con la mascherina al volto, e su quella mascherona c'è l'effige di Maradona. "E' il mio idolo come credo di tutti i napoletani. Ho avuto la fortuna di conoscerlo qualche anno fa durante lo spettacolo in suo onore al teatro San Carlo, ho visto un uomo sofferente, lui ha vissuto la Napoli bella e la Napoli brutta. Ma Maradona ci ha dimostrato che potevamo vincere, e di quell'incontro io ricordo la Napoli che vince, la Napoli che ce la può fare".

La legalità come tranquillità e sui rifiuti serve un inceneritore sostenibile

Da magistrato Catello Maresca interpreta la sua campagna elettorale con una visione chiara rispetto ai temi della sicurezza e della legalità. Ma nulla di astratto, anzi il pm ci tiene proprio a sottolineare come le battaglie per la legalità siano atti concreti e non fumosi: "La sicurezza non è astratto rispetto delle regole – spiega – la legalità è soprattutto serenità, immaginatevi i commercianti che sono costretti a pagare il pizzo, per gli imprenditori, noi dobbiamo impedire tutto questo. Nel retroporto dovremmo ricreare una ZES (zona economica speciale) libera dai condizionamenti della camorra. La legalità è si sicurezza ma è soprattutto tranquillità". Il tema della manutenzione e della pulizia della città, resta uno degli argomenti principali della campagna elettorale, nonché una delle esigenze principali dei napoletani. Sul tema dei rifiuti Maresca ha le idee chiare: "Noi abbiamo una città sporca, il sistema di raccolta non funziona e non riusciamo a completare il ciclo. Noi dobbiamo rifare tutto il ciclo dei rifiuti, ripensare la raccolta differenziata in città e proiettarci verso un termovalorizzatore moderno, che sia anche sostenibile e che ci permetta di gestire i rifiuti come tutte le città d'Europa". Da quando esiste l'elezione diretta del Sindaco, quindi dal 1993, il centro destra non ha mai vinto le elezioni amministrative di Napoli. Il progetto Maresca era nato su altre basi in primavera. Il magistrato si era presentato ai napoletani dopo essersi messo in aspettativa, come un candidato civico. Addirittura era arrivato a dire che non voleva i simboli di partito nella sua coalizione chiedendo di fare un passo indietro a Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. Poi le cose sono cambiate, dopo un lunghissimo tira e molla tra il pm e le segreterie di partito del centro destra, Maresca è diventato ufficialmente il candidato di Tajani, Salvini e Meloni che non hanno perso tempo a farsi vedere insieme al magistrato. Cosa è rimasto oggi di quel progetto iniziale? "Resta l'impegno, le idee e la conoscenza del territorio, questo caratterizza il mio progetto politico per la città – sottolinea Maresca – i partiti hanno dato la massima disponibilità per un modello di coalizione che coniughi il civismo con un modo sano di fare politica, e che spazzi via 30 anni di malgoverno della sinistra di questa città".

In conclusione, perché i napoletani dovrebbero fidarsi di lei? "Io ho fatto il magistrato per 22 anni, ho subito minacce, privazioni della libertà e condizionamenti di tutti i tipi rispetto agli obiettivi che dovevo raggiungere. Ma sono sempre andato avanti. Oggi rinuncio per amore della mia città alla carriera in magistratura e lo faccio nella prospettiva di chi pensa di poter dare qualcosa alla città. Napoli e i napoletani meritano di più, sarò stupido, ma io ci credo".

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