Si è dimesso Antonio Carannante, assessore al comune di Procida arrestato ieri dai carabinieri con l'accusa di tentata estorsione aggravata e continuata. Lo ha annunciato il sindaco del comune isolano, Dino Ambrosino, che ha spiegato come Carannante abbia deciso di dimettersi per prendere "ventiquattr'ore di tempo per riordinare le idee". Una decisione presa nelle ore successive al suo arresto e ratificata nel pomeriggio di oggi, quando ha inviato la sua nota al Sindaco e alla Giunta di Procida. "Una decisione amara, maturata dopo aver condiviso cinque anni e mezzo al lavoro per l'isola", ha spiegato ancora il sindaco Ambrosino.

"Questo è stato il momento più difficile del nostro percorso amministrativo, poiché non è coinvolto solo un professionista ma un amico", ha chiosato ancora il sindaco, "Lui cede il testimone, e lo fa continuando a credere nel genuino lavoro di squadra che stiamo portando avanti. Sono sicuro che chiarirà la situazione che lo riguarda, e nel frattempo lo ringrazio per la presenza, la dedizione, la generosità che ha dimostrato in questi anni seguendo deleghe importanti", ha concluso Ambrosino.

Antonio Carannante era stato arrestato nella giornata di ieri dai carabinieri di Ischia, con l'accusa di estorsione continuata e aggravata. Avrebbe infatti minacciato un imprenditore di denunciare presunti abusi edilizi qualora non avesse consegnato ventimila euro a una donna, proprietaria di un immobile confinante con il suo fondo. Carannante si trova attualmente in regime di arresti domiciliari, su disposizione del giudice per le indagini preliminari della Procura della Repubblica di Napoli.