Pride Napoli 2025, la madrina è Gaia: “Siamo in un momento storico pericoloso, esserci è necessario”

La cantante, madrina dell’edizione napoletana del Pride, ha invitato tutti a partecipare: “Non è una festa qualsiasi, è un atto di liberazione, un grido collettivo, una presa di posizione”
A cura di Giuseppe Cozzolino
18 CONDIVISIONI
Immagine

Tutto pronto a Napoli per il Pride 2025, previsto per sabato 5 luglio: madrina, quest'anno, sarà la cantante italo-brasiliana Gaia, che "guiderà" la rassegna che partirà da Piazza del Municipio, con il concentramento fissato per le ore 16:30, e che sfilerà per le strade della città fino a Piazza Dante Alighieri, dove, dopo gli interventi delle istituzioni cittadine, avrà inizio lo Star Show. L'evento, sotto la direzione artistica di Diego Di Flora, ospiterà oltre 20 artisti di calibro nazionale e internazionale, per un Pride che a Napoli compie 29 anni. Il Comitato organizzatore Napoli Pride 2025 vede la partecipazione di Antinoo Arcigay Napoli, Alfi Le Maree, ATN, Pride Vesuvio, Coordinamento Campania Rainbow con la co-organizzazione del Comune di Napoli.

"Oggi più che mai è necessario esserci": così Gaia, sulle proprie pagine social, invitando le persone a scendere in piazza il 5 luglio. "Manifestare non è un gesto simbolico: è un atto politico, urgente e concreto. L’odio che attraversa questo tempo va contrastato con corpi presenti, voci vive, alleanze reali", ha continuato la cantante, che ha poi continuato:

Scelgo di camminare in mezzo alla gente, non di salire sui carri,
perché voglio unirmi alla forza collettiva che nasce dal basso:
da chi ogni giorno resiste, si espone, rivendica la propria esistenza.
Il Pride è di tuttə.
Di chi lo attraversa con rabbia, amore, memoria e desiderio. Di chi non ha voce. Di chi sogna un mondo più giusto, anche quando il mondo sembra voltarsi dall’altra parte.
Siamo in un momento storico pericoloso. I diritti vengono ristretti, le identità negate, le verità manipolate. E intanto, nel silenzio complice dei molti, il genocidio a Gaza continua.
In questo scenario, scegliere di esserci — con la propria voce, con il proprio corpo, con la propria posizione — è un gesto politico necessario.
Il Pride non è una festa qualsiasi. È un atto di liberazione. Un grido collettivo. Una presa di posizione.
Il 5 luglio io ci sarò.
Camminerò insieme a chi lotta, a chi non si arrende, a chi crede che la solidarietà e la giustizia vengano prima di tutto.
Perché è proprio adesso che serve farsi vedere.
Perché è proprio lì, dove le contraddizioni sono più evidenti, che dobbiamo farci sentire.

18 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views