Una coda di ambulanze, con all'interno pazienti positivi al Covid-19, in attesa all'esterno dell'ospedale Cotugno di Napoli, e nessuno sa perché. In una di queste ambulanze c'è anche la zia di Antimo Ciotola, che a Fanpage.it ha voluto raccontare l'odissea della donna. "Mia zia aspetta in un'ambulanza da quasi 24 ore e nessuno ci dice perché abbia passato la notte lì in attesa di essere ricoverata". Un contagio avvenuto, come spesso accade, all'interno della cerchia famigliare: il primo a risultare positivo è stato il fratello minore del signor Ciotola, poi i genitori e le due zie che vivono in casa con loro.

Mentre gli altri non manifestano sintomi, o almeno nessun sintomo preoccupante, le condizioni di salute della donna peggiorano, tanto da dover richiedere l'intervento del 118 e il ricovero in ospedale. "Mia zia ha girato tre ospedali, ma nessuno l'ha voluta. È arrivata al Fatebenefratelli, dove le hanno fatto il tampone, risultato positivo. Da qui è stata trasferita all'ospedale San Paolo, dove le hanno ripetuto il tampone e hanno deciso di trasferirla ancora. È arrivata poi all'Ospedale del Mare, dove ha atteso anche lì invano, in ambulanza, che la ricoverassero, poi al Cotugno. Fatto sta che ieri, in serata, mia zia è arrivata in ambulanza e adesso è ancora lì in attesa, in coda insieme ad altre 3-4 ambulanze, e nessuno ci dice il perché". "Non sappiamo ancora – continua Ciotola – perché non sia stata ricoverata in nessuno degli ospedali: prima ci hanno detto che non c'erano posti, poi ci hanno dato altre motivazioni".

"Sono risultato positivo anche io, sono in isolamento e mi dispiace non poter andare di persona a capire cosa stia succedendo. Qui qualcuno però non dice le cose come stanno – conclude Antimo Ciotola -: non è possibile che queste persone, compresa mia zia, siano da ore in attesa all'esterno dell'ospedale se dalla Regione dicono che ci sono ancora posti disponibili".

(Articolo aggiornato il 14 ottobre ore 15.56)