Ospedale del Mare, incendiata la palazzina HD3, chiusa l’unità Chirurgia. Procura di Napoli verso un’inchiesta

Una porzione verticale della coibentazione esterna prende fuoco e si arrampica lungo la facciata di un'ala dell'Ospedale del Mare. È un torrido pomeriggio di domenica 21 giugno, a Ponticelli, quartiere a Est di Napoli, e visto il contesto poco ci vuole a chiamarlo l'inferno. I pazienti più vicini alla zona del rogo vengono spostati in via precauzionale, mentre i vigili del fuoco lavorano per domare le fiamme. Il bilancio, a sera, è di nessun ferito e nessun intossicato. Né tra i degenti né tra i dipendenti del presidio della Asl Napoli 1 Centro.
L'incendio ha coinvolto la palazzina HD3, interessando la facciata esterna senza provocare danni strutturali all'edificio. Le cause sono ancora in corso di accertamento, è assai probabile che la Procura della Repubblica di Napoli apra un fascicolo, trattandosi di una importante struttura pubblica. Sul posto è intervenuto il Comando provinciale dei vigili del fuoco, con la presenza del comandante Giuseppe Paduano, che ha coordinato le operazioni di spegnimento.
A fiamme domate, è scattato il sopralluogo congiunto: vigili del fuoco, tecnici dell'ospedale, direzione strategica dell'azienda e i direttori sanitario e amministrativo del presidio hanno verificato l'agibilità dei reparti. Il via libera ha permesso di riportare nelle loro divisioni originarie quasi tutti i pazienti trasferiti in via precauzionale.
Resta inagibile la sola Unità Operativa Complessa di Chirurgia: i degenti ricoverati lì sono stati spostati nella Divisione di Day Surgery dello stesso ospedale. «Desidero esprimere un grazie particolare a tutto il personale che con straordinaria prontezza, rapidità, professionalità e spirito di servizio ha gestito il trasferimento dei pazienti mettendoli tempestivamente in sicurezza», dichiara il direttore generale della ASL Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa.
Sul fronte istituzionale, ieri in tempo reale il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato d'urgenza una riunione di aggiornamento del Centro coordinamento soccorsi. Al tavolo i direttori generali delle tre Asl napoletane, i vertici delle principali aziende ospedaliere del territorio, i vigili del fuoco, il Comune di Napoli, il referente del 118, l'Arpac e le forze di polizia. La componente sanitaria è stata attivata dal referente del 118 per l'eventuale distribuzione dei pazienti – erano 180 quelli coinvolti – in altri ospedali della regione, secondo il piano sanitario di emergenza, per garantire continuità terapeutica in caso di necessità.

Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha seguito l'evolversi della vicenda in costante contatto con la Prefettura e i vertici dell'Asl, mentre la Direzione generale Tutela della Salute monitorava la situazione. «La priorità assoluta è garantire la sicurezza dei pazienti», la linea della Regione, che chiede di accertare «con la massima chiarezza le cause di quanto accaduto».
Sul posto si è invece il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, accompagnato dall'assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, impegnato a verificare l'impatto ambientale del fumo sprigionatosi. «L'intervento tempestivo e massiccio dei vigili del fuoco e la pronta attivazione del piano di emergenza interno hanno evitato conseguenze peggiori», ha dichiarato Manfredi. «Era doveroso accertarsi sul posto della situazione e mostrare vicinanza».