L'ordinanza per il lockdown in Campania, fa sapere la Regione Campania, è tutta da scrivere ed è attesa tra domani, sabato 24 e domenica 25 ottobre. Oggi Vincenzo De Luca, come spesso in questi mesi, ha rotto gli indugi portandosi avanti con l'annuncio di un provvedimento di chiusura totale che sembra ormai ineluttabile per tutta l'Italia. In Campania è superato il muro dei 2mila contagi al giorno, quasi saturi gli ospedali,  difficilissimo far continuare la quotidianità in questa situazione, con una curva esponenziale degli infetti, in costante salita.

Può la Regione Campania disporre un lockdown? Risposta: sì. Glielo consentono le ulteriori disposizioni attuative in tema di «misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19». La formula con la quale il Governo Conte ha passato la patata rovente agli enti locali è la seguente: «Le Regioni e le Province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d'intesa…» eccetera eccetera. Dunque la Regione può chiudere le scuole (fatto); può inibire la circolazione privata (fatto); può limitare e chiudere attività produttive (fatto), può ordinare il coprifuoco (fatto). Può perciò disporre anche un lockdown che è una somma di vari provvedimenti. Del resto proprio Giuseppe Conte lo aveva in un certo senso preconizzato: «Non possiamo escludere ulteriori aggiornamenti da parte di altre Regioni. Dobbiamo evitare tutti spostamenti non necessari».

La Campania tuttavia ha necessità di un passaggio: sentire preventivamente il governo sul lockdown che non può arrivare senza il via libera di Palazzo Chigi. Del resto tale è l'impatto di un atto del genere che serve il contributo degli uffici legislativi romani (non ci si può permettere di varare l'ordinanza e poi aggiustarla dopo poche ore coi soliti  atti di "chiarimento" cui ci ha abituato la Regione Campania). Codici Ateco, confronti sindacali, analisi d'impatto socio-economico, predisposizione di un pacchetto di aiuti alle imprese sotto chiusura forzata e soprattutto spiegamento di ordine pubblico tale da garantire controlli  ma anche un limite alle eventuali mobilitazioni anti-ordinanza (già avvenute nelle scorse ore contro il coprifuoco regionale).

Il piano di De Luca, che dal suo ufficio al Genio Civile di Salerno sta portando avanti tutte le procedure necessarie e conseguenziali all'ordinanza è questo: «chiusura per un mese, 40 giorni». Arrivare dunque sotto il mese di dicembre, sperare per quella data di aver rallentato il numero di contagi sulla mappa della Campania e solo allora allentare, ma non del tutto, i provvedimenti.

Per Natale 2020 in Campania infatti lo scenario è di un parziale lockdown ovvero di riapertura dei negozi ma scaglionata o comunque  non tale da rimescolare l'intera popolazione su e giù per la regione, ritornando al punto di partenza e sicuramente non totale libertà negli spostamenti. «Non abbiamo alternative, cerchiamo di essere consapevoli di questo. Chiudere ora ci darà la possibilità di arrivare a Natale in condizioni migliori e ipotizzare possibili parziali riaperture per allora» dice  il presidente della Regione Campania.

«Ogni giorno che passa rischia di aggravarsi in modo sostenibile la situazione dell'epidemia. Non c'è un'ora di tempo da perdere». Resta da capire come si sia giunti in ginocchio a questa fase, dopo mesi in cui si sapeva che in autunno il virus sarebbe tornato più forte che pria. Ma questo è dato che potrà essere analizzato solo ex post. Almeno su questo De Luca ha pienamente ragione, ora occorre preservare un solo valore: la vita umana.