"Dobbiamo chiudere tutto per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere". Oggi è uno dei giorni più drammatici di questa nuova fase del Coronavirus in Campania. Poco dopo le ore 14 di oggi, 23 ottobre, Vincenzo De Luca con una nota ha chiesto ufficialmente al governo Conte un nuovo lockdown, ovvero una nuova chiusura totale delle attività commerciali, sociali, ricreative, amministrative per fermare l'ondata di contagi invernale:

"I dati attuali sul contagio rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. È necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti). È indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale. Non si vede francamente quale efficacia possano avere in questo contesto misure limitate".

"Oggi francamente abbiamo da pensare ad altro non a rispondere allo sciacallaggio mediatico", dice De Luca in diretta Facebook. "Dobbiamo prendere decisioni forti e definitive; ogni giorno che passa rischia di aggravarsi tutto. Già l'ordinanza di oggi (coprifuoco ndr.) non serve più. Propongo lockdown per l'Italia deciderà il governo ma per la Campania faremo ciò che riteniamo giusto per noi.  Dobbiamo chiudere tutto tranne le attività essenziali e bloccare la mobilità interregionale e fra Comuni, come a marzo". "Siamo ad un passo dalla tragedia e non voglio trovarmi di fronte ai camion che portano centinaia di bare", dichiara il governatore della Campania.

De Luca nella nota precedente alla diretta pomeridiana sui social ha annunciato: "In ogni caso la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo" facendo chiaramente capire che oltre il coprifuoco che andrà in vigore oggi, oltre la chiusura delle scuole, oltre l'obbligo di mascherine e il divieto agli spostamenti interprovinciali, è pronto a "spegnere" la Campania. De Luca con le ordinanze 79, 80, 81 e 82 ha infatti disposto misure più restrittive rispetto a quelle del Dpcm del 18 ottobre scorso, vietando le lezioni universitarie e scolastiche in presenza, pur lasciando aperti asili e nidi per l'infanzia, non consentendo da oggi la mobilità interprovinciale e imponendo da questa sera l'obbligo di chiusura alle 23 a teatri, cinema, locali, ristoranti, pub e pizzerie e il ‘coprifuoco' ai campani.

In queste ore due mobilitazioni di residenti e ristoratori a Napoli e Salerno contro le restrizioni imposte dal governo regionale: sit-in notturno sotto Palazzo Santa Lucia a Napoli, ieri sera, di imprenditori, titolari di bar, ristoranti, gelaterie, pub, negozi e hotel partenopei. Stessa scena stamane in pieno centro a Salerno.