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Invece che al solito urlo "Mario", con le diverse varianti, una piazza di spaccio del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli, si era affidata a un espediente tecnologico per lanciare l'allarme: un dispositivo che, azionato a comando, riproduceva dei latrati. Un suono che veniva scambiato per l'abbaiare di un cane, ma che per chi conosceva il meccanismo aveva tutto un altro significato: ci sono le forze dell'ordine in giro.

Lo hanno scoperto i carabinieri della tenenza di Caivano, che hanno arrestato per spaccio di stupefacenti un 25enne di Grumo Nevano. Il giovane, già noto alle forze dell'ordine, è stato sorpreso durante un servizio di controllo all'interno del Parco Verde: i militari lo hanno visto mentre prelevava un involucro da un foro nel muro e lo consegnava a un altro ragazzo nei presso dell'isolato A4. Bloccato, il 25enne è stato trovato in possesso di 130 euro e di una dose di cocaina; la droga è stata sequestrata e sotto chiave sono finiti anche i soldi, ritenuti provento dello spaccio.

Nelle sue tasche i carabinieri hanno poi trovato un telecomando che, al contrario di quanto scoperto in precedenti operazioni, non serviva a sbloccare cassetti segreti o ad aprire automobili utilizzate come deposito di droga: con un click si azionava un segnalatore acustico installato nelle vicinanze che riproduceva il latrato dei cani. Il dispositivo veniva utilizzato per mettere in allarme clienti e spacciatori nel caso di controlli improvvisi delle forze dell'ordine, variante più discreta delle urla utilizzate dalle vedette che, all'arrivo delle pattuglie, fingono di chiamare qualcuno in lontananza. Il 25enne, finito in manette, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.