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Napoli, picchiato vigilante del McDonald’s di Miano, assalito da ragazzini: naso rotto e lesione all’occhio

La guardia giurata aggredita da una babygang vicino al centro commerciale La Birreria di Miano. Il presidente della commissione Sicurezza, Pasquale Esposito: “Intervenire subito”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Il vigilante del ristorante fast-food McDonald’s di Miano picchiato con calci e pugni da una babygang. Naso rotto e bulbo oculare lesionato. I ragazzini sembra che volessero intrufolarsi di soppiatto nel locale e per questo si sarebbero accaniti sulla guardia giurata che li aveva sorpresi. L'episodio è accaduto sabato scorso, nel locale che si trova all'esterno del centro commerciale La Birreria, nell'area nord di Napoli. La vittima è un operatore fiduciario della vigilanza, che ha dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere.

"L’aggressione subita dal giovane vigilante al McDonald’s di Miano – commenta Pasquale Esposito, presidente della commissione Sicurezza del Comune – è un fatto grave, che merita innanzitutto solidarietà e vicinanza.Ma sarebbe un errore fermarsi alla condanna del singolo episodio. Quanto accaduto ci costringe a guardare più a fondo una realtà che conosciamo bene e che riguarda molti dei nostri quartieri e direi l'intero Paese. Una povertà educativa diffusa, una fragilità del senso civico che, nonostante progetti, programmi, interventi del terzo settore e l’impegno delle scuole, continua a produrre risultati insufficienti".

"Non si tratta di negare il valore di ciò che è stato fatto finora – conclude Esposito – ma di avere l’onestà di riconoscere che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Episodi come questo non sono più eccezioni: avvengono quotidianamente, in contesti diversi, e raccontano di una difficoltà profonda nel trasmettere regole, rispetto, responsabilità.Forse è il momento di aprire una riflessione più ampia e meno ideologica. Analizzare costi e benefici delle politiche messe in campo, interrogarsi sulla normativa, sugli approcci educativi e sociali adottati, e avere il coraggio di mettere in discussione ricette che, alla prova dei fatti, non stanno dando risposte esaustive.Un ragazzo che nasce in una famiglia fragile, in un contesto che non riesce a trasmettere valori ed educazione, difficilmente li consolida dalle altre agenzie educative.La sicurezza non è solo una questione di controllo, così come l’educazione non può essere affidata solo a progetti episodici. Serve una visione più forte, più coerente e più condivisa, capace di incidere davvero sulla quotidianità dei nostri territori".

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