Napoli, fermato per telefonino alla guida, la moglie fugge con la patente: agenti feriti e capelli strappati alla vigilessa

Il marito fermato per il telefonino alla guida. La moglie in caserma per chiedere chiarimenti sottrae la patente dalla scrivania con uno scatto fulmineo, mentre sono in corso le procedure per l'identificazione e la conseguente sospensione del documento e si dà alla fuga, rovesciando pure le suppellettili per rallentare gli agenti che la inseguono. A darle manforte anche i familiari presenti sul posto che aggrediscono le forze dell'ordine. Il bilancio alla fine è pesante: due agenti di polizia municipale feriti, una vigilessa alla quale sono stati strappati i capelli. I responsabili dell'aggressione sono stati fermati e denunciati, mentre i due operatori coinvolti sono stati refertati con una prognosi di 7 giorni. L'episodio, a quanto apprende Fanpage.it, è avvenuto venerdì scorso, 24 luglio, presso gli uffici della Polizia Municipale della Unità Operativa San Lorenzo, come denunciano Roberto Fogliame e Massimiliano Battaglia (Rsu Csa del Comune di Napoli) e Vincenzo Selvaggio e Salvatore Guerriero della Fp Cgil.
La denuncia dei sindacati Csa e Cgil: "Più tutele per il personale"
"Due operatori presso gli uffici della Polizia Municipale della U.O San Lorenzo – scrivono Fogliame e Battaglia del Csa – sono stati aggrediti dai familiari di un soggetto sottoposto a sospensione breve della patente di guida, conseguente all'accertamento dell'utilizzo del cellulare durante la guida. I responsabili dell'aggressione sono stati fermati e denunciati, mentre i due operatori coinvolti sono stati refertati con una prognosi di 7 giorni. Come RSU CSA del Comune di Napoli, esprimiamo la nostra piena solidarietà ai colleghi aggrediti, augurando loro una pronta e completa ripresa, e condanniamo con fermezza questo ennesimo episodio di violenza ai danni di chi svolge un servizio pubblico a tutela della collettività".
Solidarietà ai colleghi feriti anche da Selvaggio e Guerriero, della Fp Cgil, che aggiungono: "Da tempo affermiamo che i lavoratori interni delle unità svolgono un lavoro di front office che presenta notevoli rischi e che meritano un'indennità ad hoc rintracciabile nel Contratto Nazionale e da introdurre nel Contratto decentrato del Comune di Napoli. Non vogliamo intervenire sempre su episodi che raccontano di colleghi della Polizia Locale andati all'ospedale per espletare il loro servizio. Siamo pochi. Ancora pochi. Chiediamo riconoscimento di dignità professionale e salariale per tutti".
"L'accaduto – riprendono Fogliame e Battaglia – impone una riflessione che va oltre il singolo episodio. Occorre ribadire con chiarezza un principio che riteniamo imprescindibile: non esistono operatori di Polizia Municipale di serie A e operatori di serie B. Chi presta servizio negli uffici, a contatto quotidiano con l'utenza, è esposto a rischi non meno concreti di chi opera per strada, come questo episodio dimostra in maniera inequivocabile. Per questo motivo, chiediamo che vengano garantite a tutti gli operatori, indipendentemente dalla sede di servizio, le medesime tutele in termini di sicurezza, formazione, dotazioni e supporto istituzionale. Chiediamo pertanto all'Amministrazione Comunale di: adottare senza ulteriori ritardi misure concrete di prevenzione e protezione per il personale che opera negli uffici a contatto con il pubblico (sistemi di allarme, presidi di sicurezza, adeguamento logistico degli spazi); avviare un confronto con le Organizzazioni Sindacali per una revisione complessiva del sistema di sicurezza a tutela di tutto il personale della Polizia Municipale, senza distinzioni tra "strada" e "ufficio"; valutare l'inasprimento delle misure a tutela dei pubblici ufficiali, sollecitando le sedi competenti. La sicurezza degli operatori di Polizia Municipale non è negoziabile e non può essere considerata un problema di serie minore rispetto ad altre criticità. Come RSU CSA continueremo a vigilare e a pretendere risposte concrete, perché episodi come quello di ieri non si ripetano".