Napoli è il principale nodo di mobilità del Sud e concentra il 47% degli spostamenti di tutta la Campania

La Campania si conferma tra le principali aree di mobilità del Paese. Nel quarto trimestre del 2025, secondo il report del Mit, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la regione registra circa 8,99 milioni di spostamenti giornalieri in un giorno feriale medio di ottobre, pari al 9,1% del totale nazionale. Il dato colloca la Campania al terzo posto, dietro Lombardia e Lazio.
La mobilità resta elevata anche nei giorni festivi, con 8,31 milioni di spostamenti, e nei prefestivi, con 9 milioni. Il valore medio settimanale si attesta a 8,9 milioni. Il 96% degli spostamenti avviene all’interno della regione, mentre solo il 4% riguarda collegamenti con altre aree del Paese. Per il 2026, il report prevede una riduzione del 6% del traffico autostradale, stabilità per il trasporto pubblico locale e un incremento del 3% per l’alta velocità ferroviaria.
Napoli polo centrale della mobilità regionale
Napoli si conferma il principale nodo della mobilità. In un giorno feriale medio si registrano 4.316.401 spostamenti, di cui oltre il 91% interni alla provincia. I collegamenti con le altre province campane mostrano flussi rilevanti: da Caserta arrivano 183.005 spostamenti giornalieri, da Salerno 100.965, da Avellino 22.547 e da Benevento 7.463. Nel giorno medio, Napoli totalizza 4.247.374 spostamenti, pari al 47,7% dell’intera mobilità regionale. Seguono Salerno con 1.796.532, Caserta con 1.452.275, Avellino con 728.148 e Benevento con 503.710.
Traffico stradale in ripresa dopo la pandemia
I dati Anas evidenziano il recupero dei flussi veicolari dopo il crollo del 2020. I veicoli leggeri tornano su valori tra 100 e 120 rispetto alla base pre-Covid, con picchi estivi fino a 170. I mezzi pesanti mostrano una crescita più rapida, con valori tra 110 e 150 già dal 2021, segnale di un aumento del traffico merci su gomma. Dunque sempre meno smart working, sempre più lavoro in presenza.
Trasporto pubblico ancora sotto i livelli del 2019
Il trasporto pubblico locale non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemia. Nel 2019 i passeggeri erano circa 290 milioni l’anno, scesi a 120 milioni nel 2020. La ripresa è graduale: 145 milioni nel 2021, 183 milioni nel 2022 e circa 203 milioni nel 2023. Restano circa 90 milioni di passeggeri in meno rispetto al periodo pre-Covid. Il report segnala criticità legate a frammentazione del servizio, puntualità e copertura nelle aree periferiche.
Porti e traffico marittimo stabili su livelli elevati
Il sistema portuale campano, che fa capo all’Autorità di sistema del Mar Tirreno centrale, mostra un recupero consolidato. I passeggeri dei traghetti raggiungono picchi estivi di 5-5,5 milioni al mese. Anche il traffico crocieristico si avvicina ai livelli precedenti alla pandemia, con circa 500 mila passeggeri mensili nei mesi di punta. Il traffico merci si mantiene tra 9 e 15 mila tonnellate al mese, con minore variabilità stagionale.
Aeroporti: domanda stabile nel cluster Sud
L’aeroporto di Napoli-Capodichino rientra nel cluster Sud insieme agli altri scali meridionali. Il traffico complessivo oscilla tra 2 e 3,5 milioni di passeggeri al mese, con una forte componente stagionale. Il 2025 si mantiene in linea con i valori del biennio precedente. Nel sistema regionale è incluso anche lo scalo di Salerno-Costa d’Amalfi, recentemente attivato.
Logistica: interporti stabili dopo il recupero post-Covid
L’interporto di Nola, insieme a quello di Marcianise, rappresenta il principale nodo logistico regionale. Nel cluster Centro-Sud-Isole, la domanda si attesta tra 250 mila e 350 mila unità di trasporto intermodale annue e tra 300 mila e 450 mila TEU. L’offerta ferroviaria si mantiene tra 8 mila e 10 mila treni l’anno.