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Trasporto pubblico a Napoli

Napoli, cos’è che non ha funzionato a Pasqua? La città è cambiata e questi trasporti non bastano più

La città di Napoli non è più la stessa di 5 anni fa. Se in un weekend arrivano 250mila turisti, anche i trasporti devono essere adeguati.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Camere d’albergo e B&B pieni, da una parte. File interminabili di turisti alle fermate dei bus, dall’altra. La Pasqua a Napoli per centinaia di migliaia di visitatori ha significato lunghe attese agli stazionamenti dei mezzi pubblici, come immortalato da decine di foto e video pubblicati sui social in questi giorni. Ore estenuanti trascorse sotto il sole ad aspettare un mezzo pubblico che sembrava non arrivare mai.

Disagi che hanno raggiunto l’apice tra le 13 e le 16 della Domenica di Pasqua, quando in città tutto si è fermato. Per il pranzo pasquale i trasporti pubblici sono stati completamente sospesi. Una pausa che ha coinciso con le ore più calde della giornata, quando anche i tanti turisti giunti in città avrebbero voluto trovare un mezzo di trasporto per raggiungere bar e ristoranti.

Con bus, metro e funicolari fermi, tutti gli spostamenti si sono concentrati sui taxi, presi d’assalto all’Aeroporto di Capodichino, al Porto e alla Stazione Centrale di piazza Garibaldi. Il potenziamento delle auto bianche in servizio, grazie all’organizzazione dei turni di rinforzo voluta dal Comune e alla sospensione, su base volontaria, del riposo settimanale dei tassisti del servizio taxi da Sabato Santo a martedì 2 aprile, non è bastato a rispondere all’immensa domanda degli utenti. Oltre 250mila persone, infatti, si sono concentrate in città in una manciata di ore, mettendo in ginocchio l’intero servizio di trasporto pubblico locale.

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Cosa non ha funzionato: la città non è la stessa di 5 anni fa

Cosa non ha funzionato? La pausa pomeridiana dei trasporti pubblici della domenica di Pasqua non è una novità. Si tratta dell’accordo che è stato fatto anche in passato tra l’azienda cittadina della mobilità, l’Anm, e i sindacati. L’unica eccezione si è avuta nel periodo del concordato pre-fallimentare, quando le ristrettezze economiche della società hanno portato ad una stretta sul servizio, con la soppressione per alcuni anni anche dei prolungamenti serali. L'accordo sui trasporti di Pasqua in Anm è stato siglato mercoledì scorso. Senza quella firma, i mezzi pubblici, domenica scorsa, come prevede il contratto, si sarebbero fermati alle 13,30 senza più riprendere. Sarebbe stata una catastrofe. Con l’accordo, invece, hanno ripreso il servizio, con orario festivo, dalle 16 fino alla chiusura abituale.

Il problema, quindi, non ha riguardato un mancato accordo con i sindacati, ma, piuttosto, che gli accordi attuali non sono più in linea con una città come Napoli che è cresciuta enormemente dal punto di vista del turismo e del numero di visitatori negli ultimi anni. Se la città viene promossa dai tour operator nel mondo, se gode di una migliore visibilità internazionale, grazie anche alle tante produzioni cinematografiche che ospita, dall’altra parte, l’offerta dei servizi a turisti e cittadini non può restare la stessa.

L'Anm ammette: "Abbiamo registrato momenti di difficoltà"

Lo riconosce anche il direttore generale dell’Anm, Francesco Favo, che in un comunicato parla di Napoli, come “una città che sta finalmente esprimendo tutto il suo potenziale turistico":

In un week end da bollino rosso – scrive – abbiamo registrato momenti di difficoltà generati da spostamenti di massa per i quali l’attuale servizio di trasporto non è ancora dimensionato, ma abbiamo profuso il massimo sforzo per mantenere il servizio attivo, garantendo sempre l’esercizio e la sicurezza dei viaggiatori. Stiamo lavorando con il Comune di Napoli per un progressivo adeguamento dell’offerta di mobilità alla sempre maggiore vocazione turistica della città”.

I numeri impressionanti del weekend di Pasqua

I  numeri, infatti, sono impressionanti. “Tra domenica e lunedì in Albis su Metro linea 1 sono transitate circa 265.000 persone; sulla funicolare Centrale 40.000 e su quella di Montesanto 19.000.  Anche il servizio Alibus, il collegamento tra l’aeroporto e il centro città, ha registrato circa 18.000 trasportati. Per il trasporto di superficie, bus filobus e tram i viaggiatori sono stati circa 180.000″.

Lo confermano i numeri delle camere occupate in hotel e B&B. Federalberghi Napoli e Campania, con Toto Naldi, parla dell’80% di occupazione camere, con circa “30mila pernottamenti nel week end pasquale”. Cifre importanti anche se meno delle previsioni e del 2023 – ma era l’anno dello Scudetto – e lontano ancora dall’89% del 2019, anno dei record per il turismo partenopeo. Meglio è andata per i B&B, dove, secondo Aigo Confersercenti, il tasso di occupazione è stato del 90%.

Ma il vero banco di prova adesso potrebbe essere il lungo ponte del 25 aprile, la Festa della Liberazione, per il quale l’associazione di categoria di B&B e case vacanza prevede un boom di affluenza.

Meglio dovrebbe andare nei prossimi anni, grazie al completamento delle consegne dei treni nuovi della metropolitana e all'apertura delle linee 6 e 7.

I tassisti: “Lasciati da soli per tre ore a gestire i trasporti”

Sulle barricate anche i tassisti napoletani, quelli regolari, muniti di licenza comunale che non ci stanno a vedersi addebitare il fallimento dei trasporti pasquali.

In una nota, l’Uti Taxi scrive:

Ebbene sì, il servizio taxi, che di fatto è complementare al servizio di trasporto pubblico di linea, va in difficoltà se Metropolitana, funicolare ed autobus sospendono il servizio dalle 13,30 fino alle 16,30 nel giorno di Pasqua, visto il considerevole numero di turisti presenti in città ed un traffico incontrollato.

Il sindacato dei tassisti poi lancia un invito all’AGCOM, che più volte ha auspicato un aumento del numero di licenze dei taxi nelle città capoluogo italiane:

“Il tpl di linea – scrive il sindacato – stranamente non viene mai citato nelle relazioni che sostengono che il numero dei taxi è insufficiente. Chiediamo solo che non sia manipolata la realtà, che i relatori circostanzino con date, luoghi e orari i dossier ed avere una situazione globale del mondo del trasporto". Il rischio, infatti, è che passi una lettura favorevole all'ingresso delle multinazionali.

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