Foto di repertorio
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Agguato all'esterno dello stadio San Paolo di Napoli: un uomo di 63 anni, Vincenzo Calone, è stato colpito da un proiettile a una gamba mentre si trovava nel parcheggio dell'impianto sportivo di Fuorigrotta, quartiere della periferia occidentale della città, in compagnia della moglie. L'uomo ha raggiunto il Pronto Soccorso del vicino ospedale San Paolo con mezzi propri: ricoverato nel nosocomio di via Terracina, non corre pericolo di vita; i medici hanno giudicato le sue ferite guaribili in circa 30 giorni. Sul luogo dell'agguato sono arrivati gli uomini della Polizia di Stato del locale commissariato San Paolo e i tecnici della Polizia Scientifica per i rilievi del caso: nel piazzale antistante lo stadio sono stati rinvenuti due bossoli calibro 9. Indagini sono in corso per cercare di individuare il responsabile o i responsabili del ferimento del 63enne.

Da quanto si apprende, l'agguato potrebbe rientrare nelle tensioni criminali che stanno attraversando in questo periodo la zona occidentale di Napoli. Il 63enne rimasto ferito nell'agguato all'esterno dello stadio San Paolo è infatti considerato dalle forze dell'ordine come vicino agli ambienti della criminalità organizzata dell'area flegrea: nel 2017, i poliziotti, nel corso di un blitz nella sua abitazione, lo trovarono in possesso di una pistola completa di munizioni; l'arma era stata occultata in un vano segreto al quale si accedeva mediante un meccanismo occulto ricavato nella mobilia dell'abitazione. Vincenzo Calone è lo zio di Antonio, che secondo gli inquirenti sarebbe ai vertici del clan che porta il suo cognome, attivo nel quartiere di Posillipo, a ridosso dell'area Ovest di Napoli.