Le multe pazze delle aree pedonali estive del centro storico del 2020 non saranno annullate, ma i cittadini potrebbero fare eventualmente ricorso. Sono 187mila i verbali finiti nell'occhio del ciclone, elevati dal 6 giugno al 31 ottobre 2020 a chi è passato senza autorizzazione dalle 19 alle 7 del mattino di ogni giorno nelle Ztl Centro Antico, Mezzocannone e piazza del Gesù convertite in quell'orario in aree pedonali a seguito della delibera di giunta 169 del 29 maggio 2020. Quell'atto era stato immaginato in piena pandemia da Covid19 per dare spazio a bar e ristoratori di mettere i tavolini, ma ha creato grande caos. Molti non sapevano della novità e sono passati lo stesso. I cartelli peraltro, hanno lamentato i multati, non erano ben visibili.

La promessa del Comune a settembre: “Le annulliamo”

Il Comune di Napoli aveva promesso di annullare i verbali. Il 18 settembre fu approvata una delibera di indirizzo 331 della giunta che indicava l'annullamento delle multe. Con la delibera 332 dello stesso giorno venivano stabilite procedure semplificate di registrazione nella lista dei mezzi autorizzati, tra cui carico-scarico merci per negozi interni ad aree pedonali. Il 10 dicembre il consiglio comunale approvava all'unanimità una mozione che chiedeva di annullare la delibera 169 o in alternativa le multe. Adesso, a 10 mesi dall'annuncio del Comune di Napoli della cancellazione dei verbali, arriva la tanto attesa delibera, la numero 234 approvata dalla giunta De Magistris il 9 giugno scorso, con allegata la relazione istruttoria del vicedirettore generale del Comune di area amministrativa.

Il dietrofront: “Non è possibile cancellarle”

Ma la delibera è una delusione per le attese dei multati. Esclude la possibilità che le multe – complessivamente elevate per un importo di 13,2 milioni di euro, di cui finora pagati solo 2 milioni alla data del 19 maggio 2021 pari a 26.637 verbali – possano essere cancellate. Viene rigettata infatti sia l'ipotesi di revocare la delibera, ammessa “solo su provvedimenti amministrativi ad efficacia durevole”, sia “l'istituto dell'annullamento perché non ricorre nessuno dei tre presupposti della legge 241/1990”. Nemmeno è possibile annullare le multe perché non è competenza del Comune, ma del Prefetto e dei Giudici di Pace.

Le anomalie delle multe pazze

Il Comune, però, nella relazione tecnica ammette che ci siano state della anomalie nella vicenda delle cosiddette multe pazze. A cominciare dall‘elevato numero di contravvenzioni, nettamente superiore alle media degli altri varchi Ztl. La relazione mette a confronto il numero dei verbali di contravvenzione elevati nelle aree pedonali Centro Storico, Mezzocannone e Piazza del Gesù rapportato alle contravvenzioni nel stesso periodo per altre 8 aree pedonali. Ne esce che nel primo caso c'è una media di 1264 verbalizzazioni al giorno, ossia di 210 contravvenzioni al giorno in media per ogni varco. Mentre nel secondo la media complessiva è stata di 453 contravvenzioni al giorno, ossia di 57 contravvenzioni al giorno in media per ogni varco. Conclusione: “Nelle nuove aree pedonali provvisorie la media giornaliera delle multe per varo è stata quattro volte maggiore”.

I ricorsi accettati

Nella relazione, sezione segnaletica, sono riportati 2 casi di accoglimento di ricorsi da parte del Giudice di Pace di Napoli e di Barra.

Il primo caso:

Il Giudice di Pace di Napoli della I Sezione ha accolto (Sentenza n. 6186 del 3.3.2021), con condanna del Comune di Napoli «alla rifusione delle spese di lite», il ricorso presentato dal legale di un automobilista al quale era stato notificato un verbale di accertamento di violazione delle norme del Codice della Strada per circolazione non autorizzata nell’Area Pedonale “Duomo” in data 7.7.2020; con il ricorso era stata sostanzialmente contestata la mancanza di conformità dell’accertamento con il combinato disposto degli articoli 200 del Codice della Strada (“Contestazione e verbalizzazione delle violazioni”) e 383 (“Contestazione – Verbale di accertamento”) e 384 (“Casi di impossibilità della contestazione immediata”) del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada.

Il secondo caso:

Il Giudice di Pace di Barra ha accolto (Sentenza n. 1040 del 24.3.2021) il ricorso presentato dal legale di un automobilista al quale erano stati notificati 4 verbali di accertamento di violazioni delle norme del Codice della Strada per circolazione non autorizzata nelle Aree Pedonali di cui trattasi, ed ha annullato i verbali medesimi motivando che «gli stessi non assumono valore formale di atto pubblico per la mancanza dell’indicazione di alcuni degli elementi formali del verbale in particolare nel caso “de quo” identificazione del modello di autoveicolo».

Il Comune ammette gli errori

Nella relazione, però, dopo aver precisato che Anm ha assicurato di aver rispettato il codice della strada per installare la segnaletica, il vicedirettore generale aggiunge:

Tuttavia, dai rilievi fotografici tratti da Google Street View (unica fonte oggi utilizzabile) relativi al mese di agosto 2020, allegati alla presente, emerge che le Aree Pedonali provvisorie di cui trattasi furono segnalate mediante apposizione di nuova segnaletica verticale in prossimità o a ridosso di quella dei varchi ZTL.

Ciò verosimilmente ha tratto in inganno molti conducenti verbalizzati.

Dagli stessi rilievi fotografici emerge in taluni casi – come per il varco di Via del Sole – che la predetta segnaletica verticale indicante le Aree Pedonali provvisorie, “sovrapposta” a quella dei varchi ZTL, non garantiva un adeguato spazio di avvistamento da parte dei conducenti.

Inoltre, nelle fasce orarie di operatività delle Aree Pedonali, i display collocati presso i varchi interessati erano spenti o non correttamente funzionanti, oppure rimandavano il segnale “Varco non attivo”, non fornendo alcuna informazione sulla operatività delle Aree Pedonali medesime.

In più, per taluni varchi, come si può constatare dai suddetti rilievi fotografici, c’era un’evidente incongruenza tra gli orari ZTL e quelli concernenti le Aree Pedonali: sulle paline ZTL installate ai varchi Via Mezzocannone e Via del Sole era indicato che le rispettive Zone a Traffico Limitato erano attive “da lunedì a giovedì dalle ore 09.00 alle 22.00” e “venerdì, sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 09.00 alle 02.00”.

Sarebbe stato opportuno, al fine di evitare contraddittorietà e di non ingenerare errori d’interpretazione, installare una segnaletica unica, coerente e chiaramente leggibile che desse modo ai conducenti di uniformarsi allo stato “ibrido” delle ZTL/Aree Pedonali, così come espressamente previsto dalle “Linee Guida sulla regolamentazione della circolazione stradale e segnaletica nelle zone a traffico limitato” emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I problemi della delibera

La delibera del 9 giugno prende atto della relazione. Il Comune ne informa gli uffici e i servizi dell'ente e li invita a trasmette alle autorità competenti le risultanze emerse dalla relazione. Viene poi richiesto di controllare tutti i varchi Ztl e aree pedonali di Napoli per verificare il corretto funzionamento e si invita per il futuro a dare la massima pubblicità ad iniziative del genere e a fare sempre il pre-esercizio. Oltre a ipotizzare un sistema di allarme per tenere sotto controllo le frequenze delle violazioni che scatti quando si supera una soglia critica.

La delibera non è risolutiva, insomma. Come sottolinea il vicesegretario generale nel parere di accompagnamento, “non individua gli uffici competenti” e neanche “i provvedimenti consequenziali” da adottare non sono indicati. Non sono definite le autorità competenti alle quali sarà trasmessa la delibera. “Per la quale non si rileva se vi sia stato un previo confronto con l'avvocatura comunale in ordine a una eventuale interferenza con la tutela degli interessi dell'ente nelle sedi preposte”. Spetterà quindi ai dirigenti interpretarla.

Cosa fare adesso: ipotesi ricorsi

Ma cosa possono fare ora i cittadini? La delibera sulle aree pedonali è scaduta il 31 ottobre scorso. Dopo la prima delibera di indirizzo del Comune del 18 settembre le multe sono proseguite con una media di 1.053 verbali al giorno. I termini per presentare ricorso al giudice di pace erano 30 giorni dalla notifica dell'infrazione, mentre per il ricorso al Prefetto erano di 60 giorni. In molti casi potrebbero essere scaduti. Ai cittadini quindi spetta il dovere di pagare le multe.

Tuttavia, la relazione istruttoria che fa parte della delibera evidenzia delle criticità nella segnaletica delle aree pedonali, allegando delle foto a supporto. Cosa fare quindi se si volessero impugnare le multe, in alternativa al pagamento? Premettendo che si tratta solo di ipotesi e che in ogni caso è bene rivolgersi ad un legale esperto per poter valutare tutte le strade, si potrebbero aprire diversi scenari.

C'è il caso delle multe elevate dopo il 18 settembre, ossia dopo la delibera di indirizzo per cancellarle, che potrebbe aver creato incertezza nella norma. Questo potrebbe essere fatto presente per quanto riguarda i termini dei ricorsi. Chi ha fatto ricorso al Prefetto, invece, e l'ha visto respinto, potrebbe ricevere nei prossimi giorni l'ordinanza prefettizia. Quest'ultima si può impugnare entro 30 giorni dal giudice di pace. Chi invece non ha pagato, potrebbe eventualmente fare ricorso al giudice ci pace, quando arriverà l'immissione a ruolo della cartella esattoriale. Si tratta solo ipotesi, è bene ribadire, che circolano in questi giorni nei corridoi di palazzo. In ogni caso è sempre necessario infatti un confronto con legali esperti.