Una valanga di malattie improvvise. In Anm non basta più il personale per mantenere aperte tutte le stazioni del metrò. Oggi a causa dell'assenza di 11 agenti di stazione e di una richiesta di legge 104, la metropolitana ha limitato il servizio a Dante, sospendendo al tratta fino a Garibaldi. Ma "se le malattie aumentano – commenta l'Azienda della mobilità in una nota – la Linea 1 sarà ulteriormente limitata a Vanvitelli". Per chi arriva dall'area nord di Napoli, tramite Metrocampania Nordest, sarà molto difficile raggiungere la Stazione Centrale per prendere il treno, bisognerà fare affidamento eventualmente sui cambi con le funicolari, anche queste spesso ferme per mancanza di personale. Domani la Funicolare di Chiaia sarà chiusa l'intera giornata, quella di Mergellina la mattina. Un disastro, che aggrava la situazione già critica della mobilità in città, con le strade intasate dal traffico a causa della chiusura della Galleria Vittoria e dei cantieri. Il sindaco Luigi De Magistris ha annunciato il pugno duro: "Pronti anche a licenziamenti, se saranno individuati responsabili".

L'Anm: "Pronti a limitare la metro a Vanvitelli"

"Nell'arco di poche ore della tarda mattinata – spiega Anm in una nota – l'azienda ha ricevuto comunicazione di malattia di 11 agenti di stazione della Linea 1 della metropolitana, più una richiesta di urgente di legge 104. Tali assenze rendono impossibile presenziare tutte le stazioni. L’azienda si è attivata per assicurare la copertura dei turni necessari a garantire quanto meno il servizio sulla tratta Piscinola- Dante. Nel caso le comunicazioni di malattia dovessero aumentare, la Linea 1 sarà ulteriormente limitata a Vanvitelli. Sempre stamattina, Anm ha ricevuto comunicazione di malattia da parte di quattro capiservizio della funicolari. Per tale motivo nel pomeriggio di oggi la funicolare di Chiaia resterà chiusa mentre domani, venerdì 2 ottobre, non sarà effettuato il turno mattinale a Mergellina e la funicolare di Chiaia resterà chiusa per l’intera giornata".

"Anm fa presente che in caso di certificato di malattia, le visite fiscali svolte dall'Inps, in questo periodo di emergenza covid19 vengono effettuate in misura limitata e che i dipendenti percepiscono ugualmente lo stipendio. L'azienda, scusandosi preventivamente con i cittadini, ricorda che da mesi sta tenendo attivi tavoli  di confronto sindacale per discutere le richieste del personale che si stanno sollevando da diverse famiglie professionali ed auspica che dietro queste improvvise assenze non si nascondano forme di rimostranza che dovrebbero eventualmente manifestarsi nelle forme costituzionalmente riconosciute per le rivendicazioni sindacali quali lo sciopero, che, a differenza della malattia,  comporta una decurtazione dello stipendio".

I sindacati: "Gravi le parole del sindaco"

"Le dichiarazioni del sindaco Luigi De Magistris sono tendenziose, sbagliate e del tutto inappropriate – scrivono i sindacati FILT-CGIL UILTRASPORTI UGLFNA – È pericoloso far credere che i problemi del Tpl a Napoli, che a suo dire doveva essere capitale mondiale del trasporto nel 2019, siano riconducibili alla malattia di 11 lavoratori. Mettere alla gogna chi, quotidianamente, profonde il massimo impegno per garantire un servizio pubblico accettabile non solo è pericoloso, perché espone i Lavoratori alle ire dei cittadini, ma anche un tentativo maldestro di nascondere le vere motivazioni dei disservizi: 1000 lavoratori in meno in 7 anni, 500 negli ultimi 3. Nessun piano di investimento per le manutenzioni, 40 per cento di lavoratori di font line in meno rispetto al fabbisogno, 7 treni con età media di 25 anni, processi riorganizzati sottoscritti con Comune di Napoli ed Anm "mai partiti". E la colpa è dei lavoratori? Troppo semplice e populista, la colpa per noi va addebitata alla politica fallimentare del Sindaco De Magistris che ha ridotto non solo il trasporto pubblico locale ma una intera città in condizioni pietose. Il Sindaco dia risposte serie e non inventi alibi".