Mariano Bottari
in foto: Mariano Bottari

Le indagini sono durate sei anni. Ieri, proprio nel periodo del nel sesto anniversario della morte di Mariano Bottari, è arrivata la conclusione. E non è quella che i familiari avrebbero voluto: il pm della Dda ha inviato al gip la richiesta di archiviazione. Si avvia alla conclusione senza colpevoli, quindi, l'amara vicenda del 75enne di Portici (Napoli) ucciso da una pallottola vagante in strada a pochi passi dalla sua abitazione.

Era il 28 luglio 2014, poco dopo le 11 del mattino. Bottari, pensionato, stava tornando a casa, in via Scalea. Era andato a fare la spesa, nelle buste aveva anche i farmaci per la moglie disabile. Fu colpito al volto da un proiettile esploso da uno scooter durante un inseguimento.  La pallottola, diretta verso un imprenditore che stava scappando in moto, rimbalzò sull'asfalto e lo centrò in un occhio.

In sua memoria, un anno dopo, i familiari hanno creato l'associazione "W.o.W. Project per Mariano Bottari", con l'obiettivo di promuovere la legalità per far sì che non ci siano altre vittime innocenti, occupandosi di riqualificazione del territorio e mirando al riscatto sociale e allo sviluppo personale.

Gli investigatori hanno battuto ogni pista, una valanga di accertamenti tecnici e indagini sul territorio che però si sono concluse in un vicolo cieco; erano stati identificati dei sospettati, ma poi non sono emerse prove sufficienti per arrivare ad un processo. Nei prossimi giorni gli avvocati della famiglia Bottari valuteranno se ci sono i presupposti per proporre opposizione alla richiesta di archiviazione. In caso contrario, Mariano Bottari sarà destinato ad arricchire il lunghissimo elenco di vittime innocenti della camorra, di quelli che si sono trovati dall'altro lato di una pistola per uno scambio di persona o sulla traiettoria di una pallottola vagante.