“Chiederemo lo stato di emergenza per la mareggiata che ha colpito Napoli nella notte di ieri. La città vive un momento pesante legato anche alla crisi economica del Covid che diventerà contrazione di posti di lavoro. Il nostro impegno deve essere rivolto ad avere il sostegno per riaprire le attività”. Ad annunciarlo è l'assessore alla Protezione Civile di Napoli, Rosaria Galiero, che a Fanpage.it annuncia la richiesta da parte del Comune alla Regione Campania di intervenire presso il Consiglio dei Ministri per dichiarare lo stato di emergenza a Napoli. “In questo momento – spiega – stiamo procedendo alla quantificazione dei danni sia sull'aspetto monumentale, considerati i danni ingenti alla litoranea della passeggiata, sia i danni dei privati che cominceremo a stimare una volta smaltiti i detriti”.

Napoli chiede lo stato di emergenza

La richiesta nelle scorse ore è stata già avanzata alle istituzioni dai commercianti e dalle associazioni di categoria che hanno chiesto la proclamazione dello stato di calamità naturale. “Il Comune – spiega Galiero – è subito intervenuto con tutti i servizi già stanotte nonostante le condizioni meteo non fossero favorevoli. Con un lavoro congiunto di tutti i servizi si è riusciti a riaprire via Partenope dalle 5 di stamattina. Ma lo scenario è quello di un campo di guerra. Una mareggiata così imponente avvenne negli anni '80, con l'acqua che arrivò fino alla Villa Comunale, ma non fu così devastante". Danni ingenti si sono registratianche al Castello dell'Ovo.

"Nel 2020 58 bollettini di allerta meteo della Protezione Civile"

I cambiamenti climatici sono sempre più devastanti, state pensando a protezioni strutturali per il Lungomare di Napoli? “Al momento – prosegue Galiero – siamo impegnati alla messa in sicurezza. Dopodiché bisognerà ragionare sul ripristino della passeggiata e tenere conto anche del fatto che le condizioni climatiche sono cambiate. Quest'anno abbiamo avuto 58 bollettini di allerta meteo della Protezione Civile. È necessario anche a livello nazionale immaginare una strategia di impatto per mettere in sicurezza le città e comprendere quali possono essere le strategie dei piani di prevenzione per evitare cose del genere che per la loro dimensione possono essere devastanti. Nella sfortuna possiamo dire che i danni sono stati contenuti anche grazie alle misure restrittive del Covid, visto che molte persone non sono uscite di casa e i locali erano chiusi.

Sarracino (Pd): "Subito aiuti ai ristoratori"

"La mareggiata che questa notte ha devastato il lungomare di Napoli è sicuramente un evento a cui nessuno è abituato. Ma questo deve spingerci ad una riflessione non più rinviabile: i cambiamenti climatici sono ormai una realtà. La rotta però può essere invertita". Così Marco Sarracino, segretario del Pd di Napoli, che aggiunge: "Occorre ripensare nel più breve tempo possibile le nostre politiche di sviluppo e al tempo stesso organizzare meglio le nostre città ad affrontare queste calamità. Con più fondi, con più manutenzione, con più rispetto per l'ambiente in cui viviamo. Infine, ai ristoratori colpiti questa notte non può bastare la solidarietà. Occorre un sostegno rapido affinché si ricostruisca tutto e subito, e i Parlamentari napoletani del Partito Democratico sono da subito impegnati in tal senso".

Venanzoni e Giova: "Più tutele per le occupazioni sul Lungomare"

Intanto, si apre il dibattito sulle concessioni di suolo per i ristoranti del lungomare. I consiglieri Diego Venanzoni e Roberta Giova (La città) scrivono “Ciò che è accaduto ieri è legato ad un evento climatico straordinario e imprevedibile nei suoi effetti devastanti, con il mare che ha invaso il lungomare travolgendo tutto ciò che ha trovato sul suo cammino e danneggiando molte delle strutture allestite dagli operatori economici che, negli ultimi anni, hanno investito su quello che resta un meraviglioso luogo.Un evento inatteso che, però, ora fa porre interrogativi: la ricostruzione e la riqualificazione, in particolare, di via Partenope, via Caracciolo e Riviera di Chiaia dovranno rispondere ad azioni mirate: si dovranno studiare, soprattutto, piani di regolamentazione dell'occupazione del suolo da parte delle attività. E lo si potrà fare solo organizzandosi, programmando tutti insieme, compresi gli imprenditori del settore”.

Simeone: “Prorogare di 6 mesi esenzione tassa per i tavolini”

Mentre il presidente della commissione Opere Pubbliche, Nino Simeone, con una lettera al vicesindaco Enrico Panini chiede “il prolungamento dell'esenzione della tassa di occupazione suolo pubblico per i dehor di via Partenope danneggiati dalla mareggiata, creando danni enormi ai ristoratori”. Una sorta di sostegno alle attività per aiutarle nella difficile ripartenza anche a causa del Covid19. Simeone chiende quindi una proroga di 6 mesi del periodo di esenzione del pagamento della tassa di occupazione suolo.