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Mamma uccisa per avere difeso i figli dai pedofili: Tamarisco assolto per l’omicidio di Matilde Sorrentino

Dopo due condanne è stato assolto Francesco Tamarisco, ritenuto mandante dell’omicidio di Matilde Sorrentino, la donna assassinata, secondo gli inquirenti, per avere denunciato un giro di pedofilia a Torre Annunziata (Napoli).
A cura di Nico Falco
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Aveva incassato l'ergastolo in primo e secondo grado, ma ora il nuovo processo ha ribaltato la sentenza: è stato assolto il narcotrafficante Francesco Tamarisco, ritenuto mandante dell'omicidio di Matilde Sorrentino, la mamma-coraggio uccisa, secondo gli inquirenti, perché aveva denunciato un giro di pedofilia nel rione Poverelli di Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Per quell'omicidio, datato 26 maggio 2004, è stato condannato all'ergastolo in via definitiva, come esecutore, Alfredo Gallo.

Mamma uccisa per avere difeso i figli dai pedofili: assolto il presunto mandante dopo due condanne

Matilde Sorrentino era stata uccisa sull'uscio della sua abitazione, da un killer che le aveva esploso contro numerosi colpi di pistola al volto e al petto. Dalle indagini erano emersi collegamenti con le denunce che la donna aveva sporto nel 1997 nei confronti di alcune persone accusate di abusi sessuali ai danni di diversi bambini, tra cui i figli della Sorrentino, avvenuti nella scuola elementare del rione Poverelli di Torre Annunziata. Da quelle denunce erano arrivati gli arresti e poi le condanne per 19 dei ventuno accusati.

Come presunto mandante era stato individuato il narcotrafficante Francesco Tamarisco. L'uomo è stato condannato in primo e secondo grado all'ergastolo ma la sentenza è stata annullata dalla Corte di Cassazione, che ha rinviato ad altra sezione. Oggi la nuova sentenza, emessa dalla Corte di Assise di Appello di Napoli: assolto.

Nel corso del processo è emerso che il pentito Pietro Izzo, dopo una serie di videochiamate dal carcere dall'ex reggente del clan Gionta, ha interrotto la sua collaborazione con la giustizia, ma successivamente, l'11 dicembre 2025, ha inviato una lettera al procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, per confermare la sua attendibilità sulle dichiarazioni rese in merito all'omicidio di Matilde Sorrentino.

Inizialmente Izzo aveva fato nomi e spiegato le circostanze della morte della donna ma, nel settembre 2025, aveva riferito alla Direzione Distrettuale Antimafia di avere ricevuto minacce da Valentino Gionta, 43enne figlio di Ernesto e nipote omonimo del capoclan ergastolano. Izzo aveva detto agli inquirenti che anche Tamarisco, da lui indicato come mandante, era finito nel mirino dei Gionta. Oggi, prima della sentenza, il sostituto procuratore generale Stefania Buda ha confermato la richiesta di condanna all'ergastolo per il narcotrafficante e l'utilizzabilità delle dichiarazioni dell'ex collaboratore di giustizia.

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