Lutto nel giornalismo, è morto Alfredo d’Agnese: il critico musicale napoletano aveva 67 anni

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Alfredo d'Agnese, morto a 67 anni
Storico critico musicale, collaboratore di diverse testate, Alfredo d’Agnese è morto nelle scorse ore, dopo una lunga malattia. Tanti i messaggi di cordoglio da amici e colleghi.

Lutto nel mondo del giornalismo per la morte di Alfredo d'Agnese, storico critico musicale napoletano, venuto a mancare nelle scorse ore a causa di una malattia che lo aveva colpito da tempo; il giornalista aveva 67 anni. Nel corso della sua carriera, Alfredo d'Agnese ha collaborato con le più importanti testate e magazine italiani, come La Repubblica, Venerdì, Robinson, L'Espresso, collaborando anche con l'Enciclopedia Musicale Treccani. D'Agnese, inoltre, è stato tra i fondatori del Master in Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, università per la quale è stato anche docente di "Comunicazione e linguaggi musicali" e "Disagio giovanile e prodotto culturale" alla Facoltà di Scienze della Formazione, nonché direttore di Run Radio, l'emittente radiofonica dell'ateneo. I funerali sabato 6 giugno alle ore 15.45 nella Chiesa degli Artisti, in piazza Trieste e Trento a Napoli.

Tanti i messaggi in ricordo di Alfredo d'Agnese che sono comparsi sui social network quando la notizia della sua morte si è diffusa. "Alfredo D’Agnese. Grande giornalista musicale. Sempre attento alla ricerca con arguzia e grande competenza. Se ne è andato e mi lascia un vuoto immenso. Gli sarò per sempre riconoscente" ha scritto il musicista Nicola Alesini. "Che periodo terribile. Stiamo salutando troppi amici, giovani oltretutto, che abbiamo incontrato nella nostra vita. Persone importanti. Li ricorderemo, ma avremmo preferito incontrali ancora. Per tutti i suoi amici, Alfredo d'Agnese è in un’altra dimensione" ha invece scritto la giornalista Carmen Davolo.

In un toccante messaggio di addio, Unisob, lì dove D'Agnese insegnava da molti anni, lo ricorda così:  «Alfredo era soprattutto un Maestro. Ed infatti nella seconda parte della sua vita aveva scelto di mettere il suo talento, la sua tenacia e la sua innata modestia a servizio delle nuove generazioni. Lo ha fatto partendo dai giovanissimi dei nostri licei, per poi guidare come direttore RunRadio, nel tempo divenuta una sua creatura, il relativo Master e curando con scrupolosa presenza gli allievi della Scuola di Giornalismo. Aveva compiuto 67 anni solo pochi giorni fa. Tecnicamente per lui era arrivato il momento della pensione ma, grazie alla flessibilità che la nostra istituzione libera può permettersi, avevamo già deciso che sarebbe rimasto con noi per continuare il suo lavoro. Anche se il destino ha deciso diversamente, il suo insegnamento continuerà a vivere in ognuno di noi».

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