Da lunedì Napoli uscirà dal torpore, per affacciarsi alla zona gialla. Una sfida difficile, che richiederà responsabilità, ma anche fiducia. Fiducia per permettere all'economia di respirare, senza dimenticare che la guerra non è ancora finita. In un'intervista a Fanpage.it Maurizio de Giovanni, profondo conoscitore della città, le dedica parole d'amore e di speranza.

"Napoli non è adatta al distanziamento, non lo è urbanisticamente non lo è caratterialmente, non lo è emotivamente, non lo è economicamente. Napoli è basata sulle relazioni è basata sulle connessioni, queste connessioni sono selvatiche e sono milioni, in una città stretta, sovrapposta, sedimentaria. Quindi questa condizione di coma indotto, questa condizione di distanziamento imposto, Napoli la vive malissimo, malissimo. Reagisce, tende a reagire. Io, anzi, sono sorpreso perché io avrei pensato…sono positivamente sorpreso sono piacevolmente sorpreso perché avrei pensato a reazioni diverse e ben prima, invece Napoli regge, regge  perché si rende conto della provvisorietà della condizione. Ma una condizione provvisoria non può durare in eterno l'emergenza è emergenza, in quanto emergenza non può diventare una condizione altrimenti è in contrasto con il concetto stesso. Manca poco, i vaccini vanno per fortuna velocemente, l'economia è allo stremo ma quella che deve tornare è la fiducia dei cittadini. Cioè, io non posso aprire i negozi se la gente ha paura di andarci, questo è il punto. Quindi bisognerà lavorare sui sentimenti una volta di più, bisognerà lavorare sulla fiducia, bisognerà lavorare sulla paura, bisognerà lavorare per risolvere questo tipo di barriera".