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Percepivano lo stipendio ma erano in pensione: nei guai 4 ex direttori di Asl in Campania

Nei confronti dei quattro ex dirigenti sono stati notificati “inviti a fornire deduzioni”; secondo gli inquirenti, i quattro, nonostante il pensionamento, avrebbero continuato a percepire lo stipendio fino alla fine del loro mandato. Il danno all’erario è stato quantificato in 880.988 euro.
A cura di Valerio Papadia
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Nella mattinata odierna, mercoledì 22 aprile, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura della Corte dei Conti, hanno notificato "inviti a fornire deduzioni" nei confronti di 4 ex direttori generali di Asl in Campania che, secondo gli inquirenti, nonostante fossero stati collocati anticipatamente in pensione, avrebbero continuato a percepire lo stipendio fino alla fine del loro mandato. La legge, infatti, vieta che si possano assumere incarichi dirigenziali se in stato di quiescenza, a meno che non siano svolti a titolo gratuito.

Danno all'erario di 880.988 euro

Secondo quanto emerso dalle indagini. condotte tra il 2022 e il 2025, i quattro ex direttori sarebbero andati volontariamente in pensione anticipata, salvo poi continuare a percepire il compenso per la loro posizione dirigenziale, fino alla fine del loro mandato. I quattro avrebbero omesso di comunicare il cambio del loro status lavorativo alla Direzione generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale della Regione Campania. È emerso, inoltre, che tre dei quattro, dopo aver inizialmente smesso di percepire lo stipendio, se lo sono riattribuito autonomamente, erogando anche gli arretrati maturati.

Alla luce delle evidenze raccolte in fase di indagine, i quattro ex direttori generali di Asl sono chiamati a rispondere – ciascuno per la propria quota di competenza – di un danno erariale complessivo di 880.988 euro.

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