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L’America’s Cup a Napoli nel 2026 costerà 880mila euro al Comune

Il Comune di Napoli stanzia 880mila euro in bilancio per l’America’s Cup 2026.
A cura di Pierluigi Frattasi
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L'America's Cup a Napoli nel 2026 costerà 880mila euro al Comune. Questa la cifra che Palazzo San Giacomo ha messo nel bilancio di previsione 2026-'28 di quest'anno per organizzare il grande show della vela, la competizione più importante al mondo del settore. Il ritorno di immagine della città e il giro di affari sarà notevolmente superiore all'investimento. Altri 1,5 milioni di euro, invece, saranno investiti per gli eventi legati al calendario di Napoli Capitale Europea dello Sport.

Bisogna dire che la cifra in bilancio del Comune è solo una parte dei fondi pubblici che andranno per la Coppa America, in quanto a questi andrebbero aggiunti anche gli investimenti in corso per la bonifica e la riqualificazione di Bagnoli, che rientra, però, nel commissariato di Governo del Sin di Bagnoli-Coroglio, del quale è commissario lo stesso sindaco Gaetano Manfredi. Quest'anno, ad ogni modo, ci saranno solo i preparativi dell'America's Cup, con l'allestimento dei villaggi dei team a Bagnoli, tra maggio e giugno, e le pre-regate che dovrebbero tenersi a metà luglio. Mentre la competizione vera e propria si terrà nel 2027, a partire dal 10 luglio.

Lo schema di bilancio del Comune per il 2026

La bozza dello schema di bilancio è stata presentata oggi in commissione, presieduta da Walter Savarese, dall'assessore alle finanze Pier Paolo Baretta. Il documento contabile andrà in consiglio giovedì 29 gennaio. Baretta ha spiegato come "il bilancio si confronti con una crescente domanda di spesa per servizi e investimenti, a fronte del permanere di una forte criticità finanziaria. Il Comune sostiene annualmente impegni pari a circa 170–175 milioni di euro per l’abbattimento del disavanzo e circa 210 milioni di euro per il servizio del debito finanziario, per un impegno complessivo che supera i 380 milioni di euro annui. A questo quadro va aggiunta la riduzione, pari a circa 70 milioni di euro, del contributo del Patto per Napoli prevista per il 2026, con un impatto significativo sugli equilibri di bilancio".

"Dalla tassa di soggiorno 8 milioni in più"

"A fronte di ciò – ha proseguito – si registra l’andamento positivo di alcune entrate, tra cui l’incremento del gettito IRPEF per circa 15 milioni di euro nel 2025 e l’aumento dell’imposta di soggiorno per circa 8 milioni di euro, oltre ai risultati della riscossione coattiva, che si attesta su un valore complessivo di circa 250 milioni di euro, sebbene non interamente immediatamente utilizzabili".

Sul versante della spesa, la Commissione ha preso atto degli interventi a favore delle società partecipate, con il rinnovo del contratto di Napoli Servizi e un adeguamento dei corrispettivi per circa 4 milioni di euro, portando le risorse complessive a 65 milioni di euro. Sono state inoltre illustrate le risorse destinate alla cultura (circa 11 milioni di euro), al turismo (circa 7 milioni di euro) e ai trasferimenti complessivi (circa 47 milioni di euro)".

Particolare attenzione è stata dedicata al patrimonio immobiliare e all’edilizia residenziale pubblica, per cui è stato annunciato un programma di manutenzione straordinaria con risorse stimate in oltre 10 milioni di euro, da finanziare anche attraverso mutui dormienti e risorse per investimenti. È stato inoltre ricordato che la spesa comunale per la manutenzione ordinaria è passata da 10 milioni di euro all’inizio della legislatura agli attuali 28 milioni, con una previsione di 31 milioni nel 2027 e 34 milioni nel 2028.Va sempre tenuto presente – ha concluso – che questa è una legislatura di risanamento e che nel quadriennio 2022–2025, il Comune ha ridotto il disavanzo da oltre 2,2 miliardi di euro a circa 1,4 miliardi, con una diminuzione di circa 675 milioni di euro, e il debito finanziario da circa 2,88 miliardi a circa 2,04 miliardi, recuperando 840 milioni di euro per una riduzione complessiva del “buco” superiore a 1,5 miliardi di euro. A questa manovra seguiranno poi due ulteriori manovre in primavera e in estate, con l’assestamento, attraverso le quali si potrà intervenire con maggiore contezza delle risorse disponibili.

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