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“L’agrumeto a Capodimonte resta. Era ridotto a discarica, vi spiego cosa diventerà” parla l’affidataria

L’affidataria del bando della città metropolitana: “Apriremo l’agrumeto ai cittadini. Sarà un luogo di relax e di comunità”
A cura di Pierluigi Frattasi
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"L'agrumeto di Capodimonte resta. Nessuno vuole abbatterlo. Quell'area è in corso di riqualificazione e rigenerazioni e sarà dedicata alla realizzazione di orti sociali, proprio sotto l'agrumeto ci sarà l’area per la socializzazione destinata ad alimentare lo spirito di comunità tra gli associati. Ci sarà anche un'area ludico didattica per i bimbi e le scuole del territorio. Quel giardino era una discarica a cielo aperto quando l'abbiamo preso. Oggi è rinato. Sarà riqualificato e aperto alla cittadinanza".

A parlare a Fanpage.it è Maria Montes Figueroa, cittadina spagnola, ma residente a Napoli, che ha preso in gestione l'agrumeto di via Bosco di Capodimonte, dopo aver vinto l'anno scorso un bando della Città Metropolitana di Napoli, proprietaria dei suoli.

Quel luogo che sorge a ridosso del più grande polmone verde di Napoli – il Bosco di Capodimonte – era abbandonato da anni. Per questo, l'ex provincia l'aveva messo a bando. È stato aggiudicato con affidamento oneroso con una concessione di 4 anni, rinnovabile di altri 4.

Negli ultimi giorni, però, su quel lembo di terreno è montata la polemica, dopo l'abbattimento di alcuni alberi. Alcune associazioni del territorio hanno organizzato una manifestazione di protesta per chiedere alle istituzioni di salvare l'agrumeto dall'abbattimento, riconoscendone il valore storico. L'agrumeto sarebbe presente, secondo le associazioni, già nelle raffigurazioni del Duca di Noia.

Fanpage.it ha parlato con l'affidataria dell'agrumeto Montes Figueroa, per capire cosa stia succedendo. Ecco cosa ha risposto.

Le associazioni chiedono di salvare l'agrumeto, cosa sta succedendo?

Ma l'agrumeto resta. Su quel terreno ci sono più di 50 alberi da frutta e ornamentali. Quelli tagliati erano malati o stabilmente compromessi. L'ha detto sia l'agronomo di parte sia quello del Comune che è venuto a verificare tutti gli esemplari esaminati. Ci sono le relazioni e le autorizzazioni. Tutto è in regola. Il mio desiderio è di riqualificare questo posto e aprirlo alla cittadinanza. Per questo motivo ho creato un'associazione Napoli (In)colta: per permettere agli associati di entrare, usufruire del posto, creando degli orti sociali. Questo è il progetto: rigenerare un giardino sempre verde. La città metropolitana ha bandito una manifestazione d’interesse pubblica e io sono risultata essere l’unica ad aver aderito. Il bando ha attirato la mia attenzione perché credevo fosse un progetto lungimirante per la riqualificazione con orti urbani di quel area. I due bandi precedenti sono andati deserti. Mi chiedo dove fossero tutte le associazioni che oggi giorno stanno facendo polemica.

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Ha avuto modo di spiegare agli abitanti della zona il suo progetto?

Tutti gli abitanti dei condomini limitrofi erano al corrente. Ho invitato il quartiere a venire nelle giornate di pulizia per fare volontariato, ma hanno partecipato in pochi. Nessuno in tutti questi anni si è preso cura di questo posto. Lo stiamo facendo noi adesso. Io ho speso più di 15mila euro per bonificare e pulire il giardino. Quando sono entrata la prima volta, ho scoperto una discarica a cielo aperto, un cumulo di spazzatura con rifiuti edili, vestiti, wc, motorini, macchine parcheggiate, plastica….C'erano persone che entravano abusivamente, prendevano i frutti e altri scaricavano la spazzatura. Io volevo aprire questo posto alla città, dopo che per anni è stato utilizzato abusivamente.

Come è nata questa idea?

Affacciandomi dalla mia proprietà ho scoperto questo giardino che dalla strada non si vedeva. A molte persone del quartiere era sconosciuto. È circondato da palazzi e si accede con servitù di passaggio da un condominio privato.

Lei ha una passione per la natura?

Sono appassionata della natura e sprono alla tutela dell'ambiente. Non sono un'esperta, ma ho fatto tre anni di biologia. Noi, come associazione, vogliamo fare orti sociali gestiti dagli associati, che se ne prenderanno cura. Ci sarà un'area comune sotto l'agrumeto, dedicata a relax, socializzazione, alla comunità, e un'area ludico didattica per i bimbi e le scuole del territorio. Sono in contatto con diverse scuole della III Municipalità.

Cosa volete coltivare?

Frutta, verdura, ortaggi e fiori.

Sarà gratuito o a pagamento?

Io ho avuto una concessione onerosa. Quindi gli associati tramite un contributo volontario si prenderanno carico delle spese che ci sono.

Pensate di costruirci anche qualcosa?

Assolutamente no. Alcuni mi hanno chiesto se avrei fatto un parcheggio e se potevano affittare un posto auto. Lungi da me fare una cosa del genere. Non ci saranno né bar né parcheggi.

Avete pensato di poter lasciare giocare i bambini gratuitamente dentro?

Io sono aperta a collaborare con le associazioni e con i cittadini del quartiere. Sono aperta alle proposte.

Alcune associazioni sostengono che l'agrumeto sarebbe storico, lei che ne pensa?

Sarebbe interessante effettuare delle ricerche negli archivi storici per poter risalire alle origini. Spero che questa intervista possa coinvolgere le persone per poter acquisire informazioni in merito.

Quando pensate di aprire?

Avevamo ipotizzato di poter fare un’inaugurazione ufficiale per il 14 giugno, ma il lavoro da fare è ancora tanto e questi giorni di polemica ci hanno distolto dal lavoro. Di sicuro una volta pronti promuoveremo l’evento per coinvolgere tutti.

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